Omaggio a Ella Fitzgerald al Teatro Apollo di Lecce

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LECCE – Una serata all’insegna della Grande Musica Jazz, ieri sera 18 dicembre, al Teatro Apollo di Lecce, organizzata dalla sempre attiva Camerata Musicale Salentina che, come ogni anno, anche in questa 48 Stagione Concertistica ha saputo organizzare un programma di altissimo livello. Tema della serata: un omaggio ad Ella Fitzgerald, la nota jazz singer, in occasione del centenario della sua nascita che cadrà proprio nel prossimo 2018. Nata in condizioni disagevoli a Newport News, in Virginia, e trasferitasi ancora bambina a New York, dopo una prima infanzia vissuta di espedienti, negli anni ’30 dello scorso secolo Ella cominciò ad imporsi all’attenzione del pubblico e della critica jazzistica. Particolare e suggestivo era il suo modo di scandire il tempo ed i suoi repentini passaggi dal testo del brano all’improvvisazione scat, che le valsero il titolo di Lady Time, cioè Signora del Tempo. Nonostante non avesse il trasporto emotivo di una Billie Holiday o il potente timbro vocale di Sarah Vaughan, Ella riuscì comunque ad inserirsi nel panorama jazzistico grazie alla sua versatilità, che la spinse a collaborare con i più svariati generi e musicisti.

Ricordiamo solo alcune delle sue collaborazioni con Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Duke
Ellington, Milt Jackson, tra l’altro secondo dei suoi quattro mariti, Oscar Peterson e molti altri. Fra le sue più pregevoli interpretazioni ricordiamo How High the Moon, I’ve Gotta Be Me, Good Morning Hertache, dedicata alla collega Billie Holiday, A foggy day, Cheek to Ceek e moltissimi altri evergreen della musica afro-americana. La sua versatilità la portò ad esibirsi anche in ambiti più commerciali della musica, suscitando qualche contrarietà nei critici più intransigenti, tuttavia tali sconfinamenti non influirono minimamente sulle capacità e sui virtuosismi della grande Ella Fitzgerald. La ricordiamo ancora, negli ultimi anni della sua vita, affrontare ugualmente il pubblico nonostante una malattia la costringesse ad esibirsi su una sedia a rotelle, tale era il suo amore e la sua passione verso la musica jazz.

Interprete d’eccezione della serata, la cantante americana Christie Dashiell, nata a Washington ma cresciuta a Greenville, nel North Carolina, che nonostante la giovane età ha già un curriculum di tutto rispetto, avendo studiato presso la Howard University e la Manhattan School of Music di New York, e vantando numerose performance in celebri Music Hall come il Lincoln Theater, giusto per citarne uno. La celebre rivista Downbeat l’ha definita: una straordinaria vocalist, e tale si è dimostrata anche in questa occasione. Una voce seducente, morbida ma che tuttavia riserva sempre qualche angolo spigoloso, tipico della musica afro-americana, quella di Christie Dashiell, che ha interpretato brani come How High the Moon, cavallo di battaglia della Fitzgerald, Blu Moon, I Got a crush on you, I don’t mean a thing, Mack the knife, ma anche brani più moderni come You are the sunshine of my life, di Steve Wonder e molti altri, trasmettendo al pubblico una forte carica ed un trasporto emotivo non indifferente e, perché no anche una sottile gradevole dose di ironia. In clima natalizio poi non potevano mancare i classici Jingle Bells, White Christmas, Santa Claus is coming to town ed altri temi ispirati al Natale, che la straordinaria voce di Christie Dashiell ha colorato con maestria ed originalità. Pregevole inoltre il suo canto scat su brani Be Bop.
Accanto alla Dashiell, sul palcoscenico è stato possibile ammirare la bravissima tap dancer Brinae Ali che, con i caratteristici passetti del tip tap, ha scandito il tempo della sua danza e della musica, con ineccepibile bravura, trasmettendo una buona dose di allegria e, perché no, anche lei di sottile ironia, al pubblico presente in sala. Anche Alexandria Brinae Ali Bradley, nonostante la giovane età, ha un curriculum di tutto rispetto ed una carriera lunga, infatti comincia a studiare danza all’età di 3 anni, successivamente si laurea al Marymount Manhattan College ed entra nella compagnia di tip tap di Savion Glover, Tii Dii. Ha al suo attivo diversi spettacoli e diverse collaborazioni e, inoltre, attualmente insegna al Queen College ed alla Long Island University. In questa occasione abbiamo avuto l’occasione di ascoltala anche in veste di jazz singer, duettando con Christie Dashiell sul celeberrimo brano The Lady is a tramp.

Infine, dulcis in fundo, una menzione particolare all’Orchestra della Magna Grecia che ha eseguito magistralmente ogni singolo arrangiamento, sotto la direzione del Maestro Antonio Ciacca che, tra l’altro è stato l’autore di gran parte dei suddetti arrangiamenti. Nato a Wuppertal, in Germania, Antonio Ciacca è vissuto a Volturino in provincia di Foggia dove, all’età di 7 anni, ha cominciato i suoi studi di pianoforte. Da quel momento la sua carriera è stata una brillante escalation di traguardi che lo hanno portato a diplomarsi presso il Conservatorio P. Martini di Bologna, proseguendo successivamente con un Master in Composizione al City College di New York ed uno in Direzione d’Orchestra al Julliard College. Ha collaborato con i gruppi di Benny Golson e Steve Lacy, quindi dal 2007 vive stabilmente a New York dove è diventato Direttore della Programmazione Jazz al Lincoln Center, vantando una collaborazione quinquennale col grande musicista jazz e classico Wynton Marsalis, oltre ad ottenere la cattedra in Music Business presso il Julliard College. Moltissime sono le sue performance presso i più importanti teatri del mondo. Il brano iniziale della serata, eseguito strumentalmente dalla sola orchestra sugli arrangiamenti del direttore, è stato Stomping at the Savoy, reso celebre dal grande Benny Goodman e che, comunque, è strettamente legato alla carriera della Fitzgerald che, proprio dal teatro Savoy di New York mosse i primi passi della sua scalata professionale. Oltre a dirigere magistralmente l’Orchestra della Magna Grecia, il Maestro Ciacca ha offerto in questa occasione anche un saggio della sua perizia in veste di pianista, confezionando dei pregevoli e virtuosi assoli su alcuni dei brani scelti, coadiuvato dal Maestro Ferrara, altro virtuoso alla chitarra. Una serata davvero di altissimo livello, culminata con un bis inaspettato e quanto mai gradito: l’interpretazione di Volare, la celebre canzone di Domenico Modugno, eseguita da Antonio Ciacca al pianoforte, in duetto col contrabbassista dell’orchestra, sullo sfondo di scroscianti applausi di pubblico.