Noemi la mamma Imma mette veto sui funerali: “Niente banda o show, sennò urlo”

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Il paese di Specchia preparava esequie solenni coi maxischermi. La madre della ragazza: “No, solo la bara a casa per l’ultimo saluto”

Ora che Noemi non c’è più, il suo cadavere parla. Urla. Ma quella famiglia che era diventata invisibile agli occhi del paese, con i suoi drammi, la sua caduta nella povertà, dieci anni di vita agra che nessuno aveva voluto vedere, e ora pure il precipizio di un violento in casa, non ci sta a diventare icona di un dolore troppo ostentato per essere del tutto sincero.

Invece no, mamma Imma rifiuta ogni pompa esteriore. La sua voce arriva ferma nella sala comunale dove ieri sera, attorno alle 19 si sono trovati in tanti, con assessori e parroco, a progettare l’ultimo saluto. «No a tutto – ha scandito la madre – non voglio fiori, non voglio sfilate e banda. Voglio solo che mi portino la bara a casa per un ultimo saluto, io e lei, con la nostra famiglia e basta. E poi dritti in chiesa. Dove nessuno deve neppure gridare, perché se no griderò io, con il dolore che provo, ci manca pure che qualcuno faccia lo show». Niente altoparlanti, allora. E se proprio ci devono essere le motociclette, «le voglio con il motore spento».

Così parlò mamma Imma. Che palesemente rifugge tutti questi eccessi un po’ sospetti dell’ultima ora. Ha altro a cui pensare. Un cuore spezzato per non essere riuscita a impedire quel che aveva visto avvicinarsi. Si è sentita abbandonata da tutto e da tutti. Si capisce lo sfogo della cugina, Alma, che quando è accorsa, l’altra sera, ha preso a spintoni i troppi curiosi che affollavano la stradina dove Noemi abitava, urlando «Lo sapevate tutti!».

Imma aveva preferito investire lo Stato. Due denunce ben particolareggiate alla magistratura. E nessuna risposta. Di questo ora i magistrati leccesi parleranno con gli ispettori inviati dal ministro Orlando. Qualcosa doveva avere detto anche ai carabinieri, tanto che il maresciallo del paese, Giuseppe Borrello, è andato quasi a colpo sicuro sul fidanzato violento. Conferma, il maresciallo, che la signora Imma «ci fece un paio di segnalazioni nei mesi scorsi, perché la figlia non era tornata a casa la notte». Piccole ragazzate, aveva pensato il maresciallo.