Xylella: nuove disposizioni in arrivo. Multe salate per gli inadempienti

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Caso Xylella in Puglia. Nuovo capitolo della saga per debellare il male che sta attanagliando e distruggendo gli ulivi.

Le nuove disposizioni, approvate dalla Regione l’8 aprile scorso con il piano anti xylella, parlano chiaro: entro il 30 aprile i baccilli giovani del parassita dovranno essere distrutti attraverso arature, trinciature e erpicature. Mentre da maggio ad agosto sarà la volta di quelli adulti, attraverso l’utilizzo di insetticidi naturali usati anche per il biologico.

Per chi non dovesse ottemperare a quanto stabilito, invece, le sanzioni saranno inevitabili, con multe piuttosto salate (si andrà da un minimo di mille a un massimo di 3000 euro).

Il Corpo forestale di Lecce è pronto a dare avvio alla sua opera di monitaraggio e controllo, come rivela il comandante Jacopo Ristori. “Dal mese di maggio metteremo in campo i controlli che la lotta obbligatoria prevede. Ritengo che la prima settimana sarà dedicata a un monitoraggio delle campagne, per cui non si partirà subito con la verbalizzazione” (Nuovo Quotidiano di Puglia). Verbalizzazione che, in ogni caso, partirà a breve, in quanto entro metà giugno tutto dovrà essere stato fatto secondo quanto stabilito dai Servizi fitosanitari regionali.

È già stata avviata una campagna di comunicazione dei nuovi punti programmatici di questo piano regionale, attraverso la pubblicazione sul sito regionale dedicato alla xylella delle misure da adottare. Al contempo, il 26 aprile scorso, è stato pubblicato sul Burp (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia) il piano completo. Tuttavia, si ha la sensazione che siano molti i campi abbandonati e lasciati in balia del degrado, segno inequivocabile di una mancata conoscenza di tali disposizioni.

In ogni caso, la situazione dovrà essere risolta in tempi brevi poiché il 4 maggio la Corte di Giustizia Europea si pronuncierà sulle misure da adottare per estirpare il problema alla radice. E le azioni da portare avanti potrebbero diventare ancora più severe, paventando la tanto rognosa idea di tagliare gli ulivi sani entro un raggio di cento metri da quelli infetti.