Xylella, miscela a base di zinco e rame riduce i sintomi del batterio

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Piano piano. Ci vuole tempo e tanta, tanta ricerca. Ma sottovoce e in punta di piedi possiamo dire che gli studiosi stanno mettendo a fuoco la xylella. Stanno capendo i suoi punti deboli, grazie a sperimentazioni senza sosta. Una cosa ormai è assodata, l’eradicazione delle piante non è servita e non servirà a nulla. Ieri pomeriggio, nel quarto incontro sulla xylella organizzato da Coldiretti Lecce nella sede del capoluogo salentino, a parlare è stato il professor Marco Scortichini, batteriologo. Grazie alla sperimentazione del Crea (Consiglio per l’analisi in agricoltura e ricerca agraria) si può affermare che alcuni progressi sono stati fatti. Non è stata trovata una cura definitiva, che al momento non esiste. Ma un trattamento con un prodotto brevettato in Israele ha di sicuro portato miglioramenti.

Si tratta di un preparato a base di zinco e rame da nebulizzare sulle piante in vegetazione. Ed è stato sperimentato su 55 alberi tra le campagne di Veglie, Galatina e Galatone. La sperimentazione ha coinvolto in realtà 110 piante, 55 trattate e 55 lasciate senza trattamento. Ovviamente parliamo di ulivi già infetti al momento dell’inizio della sperimentazione. Il prodotto è stato utilizzato sugli alberi in vegetazione in quattro trattamenti, da aprile a maggio 2015, e poi sul tronco in inverno.

I risultati, sebbene non devono lasciar gridare al miracolo, hanno ottenuto gli effetti sperati. Nelle 55 piante trattate si è constatata una riduzione dei sintomi, mentre le altre 55 sono morenti. Questo risultato lascia ben sperare, ma non è una sperimentazione chiusa. Gli alberi continueranno ad essere monitorati anche per tutto il 2016. Piano piano, sottovoce e in punta di piedi.