Xylella, l’Ue ha deciso. La zona infetta si allarga fino a Ostuni

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Nulla da fare. L’Europa è irremovibile, ferma sulle sue decisioni. Ha vinto soprattutto la paura di un eventuale contagio progressivo della xylella. Con 25 voti favorevoli e uno solo contrario, quello dell’Italia, il Comitato fitosanitario permanente Ue per la salute delle piante, ha distrutto le speranze della Puglia di vedere approvate le nuove linee guida proposte dalla giunta Emiliano la settimana scorsa. Sarà considerata infetta anche l’attuale zona di sorveglianza. Praticamente un territorio che comprende anche tutta la provincia di Brindisi, fino a Ostuni. Da qui ci sarà sempre la solita questione, l’abbattimento delle piante infette e la tabula rasa degli ulivi entro 100 metri, come previsto dalla Decisione di esecuzione europea numero 789/2015.

Non solo gli stati membri sono intransigenti, ma colpevolizzano anche la Puglia di non aver applicato le norme già vigenti dall’anno scorso, quelle in materia di abbattimenti e monitoraggio. La Regione infatti avrebbe dovuto presentare all’Europa una nuova mappa completa delle aree e i loro monitoraggi più di un mese fa, cosa che purtroppo non è stata fatta. Ecco perché l’Europa adesso è diventata ancora più rigida. Il risultato è che nulla è cambiato, mesi di discussioni di scienziati, prove, lavori sul campo buttati al vento da 25 secchi NO.

L’unica speranza a cui ci si appiglia è la porticina lasciata aperta da una richiesta avanzata dalla Regione Puglia, cioè che venga inserita una “clausola di reversibilità” che consentirebbe una revisione della Decisione qualora si dimostrasse l’assenza di focolai d’infezione sulla nuova fascia di territorio adesso ritenuta infetta.