Torna Anonymous Italia. “Abbiamo i dati del governo”

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Gli hacktivist si fanno risentire e annunciano di avere “bucato” ministeri e forze di polizia. Tra i dati pubblicati i documenti di un agente della Polizia di Stato. Si pensava che dopo l’ondata di arresti che aveva portato in manette alcuni dei membri di Anonymous Italia gli hacker avessero interrotto le loro attività. Non è così.

A dimostrarlo un post pubblicato sabato scorso che annuncia una violazione attraverso cui gli hacktivist avrebbero messo le mani su “dati personali relativi al Ministero dell’Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo”.

Nello stesso post sono presenti due link che dovrebbero fornire un “assaggio” di quanto è finito nelle mani degli hacker. Uno è una lista di indirizzi email tra i quali ce ne sono alcuni di centrali di polizia e altri con dominio “governo.it” e “palazzochigi.it”. Nel secondo ci sono una serie di documenti tra i quali ci sono anche scansioni di carte d’identità e passaporti.

Gli Anon non specificano quale tipo di azione abbia portato al leak di documenti e dati, ma a guardare ciò che è stato pubblicato finora il tutto potrebbe anche provenire dalla casella email privata di un agente della Polizia di Stato.

Il comunicato che accompagna il link è piuttosto roboante e contiene una citazione da “La Repubblica” di Platone: “Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’ALTRA È LA DEMOCRAZIA QUANDO, PER SETE DI LIBERTA’ E PER L’INETTITUDINE DEI SUOI CAPI, PRECIPITA NELLA CORRUZIONE E NELLA PARALISI. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di sé stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo”.

I documenti pubblicati (almeno finora) non contengono nulla di sconvolgente. Quello che è certo, però, è che i funzionari italiani devono fare di corsa qualcosa per migliorare il loro livello di percezione in tema di sicurezza informatica, che al momento è davvero penosa.

Questo è il tipo di comunicazione che NON DOVREBBE essere inviata a indirizzi di posta elettronica privati.

Basti pensare che una delle email pubblicate sul sito, che riguarda un sopralluogo previsto per oggi a Bologna in vista della visita del Presidente del Consiglio Gentiloni e contiene luoghi e orari dei sopralluoghi oltre che i nomi dei funzionari che li faranno, è stata spedita a caselle di email private (nello specifico di Alice e Gmail) degli agenti interessati.

Insomma, a dispetto delle roboanti dichiarazioni riguardo la messa in atto di piani nazionali di cyber-security, in Italia il livello di alfabetizzazione nella pubblica amministrazione (e in particolar modo a livello dell’esecutivo) rimane scarsissimo.

Aggiornamento: In serata la Polizia postale e delle Comunicazioni ha confermato che i documenti in questione provengono dagli account personali di due agenti di polizia, spiegando che “nella giornata di sabato nel Corso dell’attività di monitoraggio ha immediatamente rilevato un attacco informatico portato a termine da hacker che si rifanno al noto movimento ‘hacktivista’ Anonymous”. La Polizia specifica anche che “le attività d’indagine tecniche avviate nell’immediato, non hanno al momento evidenziato ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali”.