Riorganizzazione Fse. Mancato accordo in virtù del ritardo negli stipendi

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Ancora maretta attorno a Ferrovie Sud Est (Fse). L’ultima spinosa questione riguarda il ritardo nel pagamento degli stipendi di aprile, situazione che ha creato rabbia e sconforto tra i lavoratori, tanto da far slittare l’accordo con i sindacati sul contratto di secondo livello.

Ieri mattina, infatti, il sub commissario di Fse Angelo Mautone e il direttore delle risorse umane, Enrico Lumaca, si è incontrato con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Cisal per delineare i punti programmatici del piano industriale quinquennale (20162021), quella cioè organizzazione aziendale che dovrebbe portare, tra l’altro, a un’incentivazione dei bonus in seguito al conseguimento di un risultato: 258 euro in più a l’anno per ogni dipendente se avrà maturato 270 ore di lavoro effettivo.

Tuttavia, la mancata ottemperanza ai propri doveri, rappresentata dal ritardo nei pagamenti stipendiali, ha portato a una proroga di 30 giorni.

Eppure, Mautone ha assicurato che i bonifici sono già stati effettuati e che, a breve, i conti correnti dei dipendenti saranno rimpinzati come meritano.

Resta comunque aperta la questione dell’accordo sul contratto di secondo livello, che Fse vorrebbe risolvere entro fine maggio. Oltre ai bonus annuali, la nuova riorganizzazione ha previsto una diminuzione del valore dei ticket pasto da 8,50 euro a 7 (la differenza sarà garantita nell’indennità mensile di area) e, per i nuovi dipendenti, un riconoscimento graduale degli accordi economici di secondo livello, nell’arco cioè di dieci anni.

Senza dimenticare, l’intento di risolvere, al più presto, i 1300 contenziosi civili in cui Fse è ancora coinvolta. Un modo per far respirare le casse dell’azienda e acquietare gli animi, già piuttosto esacerbati.