Riordino ospedaliero, Casarano e Galatina protestano

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Il piano di riordino ospedaliero presentato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, proprio non va giù. Molti dei Comuni toccati dal riordino, che sia chiusura dell’ospedale o accorpamento, stanno facendo il possibile per invertire la rotta prima che il decreto sia approvato. Il margine di ritocchi è ancora possibile, per questo motivo la corsa alla protesta.

Anche la provincia di Lecce, unica a non essere toccata da chiusure di ospedali ma solo da accorpamenti che comunque significano depotenziamento, si è mobilitata per far sentire la sua voce. Le proteste più forti al momento provengono da Casarano, Galatina e Copertino.

Il più eclatante è di sicuro il caso sollevato per l’ospedale “Ferrari” di Casarano, per il quale, secondo quanto ribadito in più occasioni dalla consigliera comunale di Ncd Francesca Fersino, ci sarebbero stati errori nel reclutamento dei dati per quanto riguarda le prestazioni di Angioplastica coronarica percutanea. Immediata la risposta del capo del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, il quale pur ammettendo la presenza di errori, ha ribadito che la sostanza non cambia e il piano resta invariato. La risposta ha mobilitato l’Amministrazione comunale e tutti i comuni appartenenti al comprensorio, che giovedì hanno convocato un consiglio intercomunale aperto per i comuni di Casarano, Acquarica, Alliste, Collepasso, Matino, Racale, Ruffano, Salve, Supersano, Taurisano, Taviano e Ugento. Questo consiglio si terrà presso l’Auditorium “Gino Pisanò” alle ore 16. Un’iniziativa mai organizzata prima nel Salento, che dimostra ancora di più quanto i comuni tengano all’ospedale “Ferrari”. Anche gli studenti domani scenderanno in piazza per manifestare contro il riordino.

La tensione è alta anche a Galatina, dove il rischio di depotenziamento della funzione sanitaria dell’ospedale “Santa Caterina Novella” preoccupa cittadini e Amministrazione comunale. Il consigliere Giuseppe Viva si è opposto alla possibilità che il nosocomio di Galatina possa diventare ospedale di base. Troppo importante mantenere attive le sale operatorie, soprattutto in un momento difficile per tutta la cittadinanza, la più affetta da neoplasie in tutto il territorio. Il timore è che lo spostamento dei malati dall’ospedale di Galatina verso il “Vito Fazzi” di Lecce, già affollato di suo, possa creare un sovraffollamento inimmaginabile e insostenibile.

Giorni caldi per la sanità pugliese. Giorni delicati in cui si deciderà il destino di molte persone e di molti malati.

Valerio Nisi