Operazione Labirinto, sequestro da 800mila euro per Vincenzo Rizzo

Il 55enne di San Cesario è stato arrestato nell'ambito dell'operazione che ha sgominato due associazioni criminali.

634

Scatta il sequestro preventivo di beni da 800mila euro nei confronti di Vincenzo Rizzo, 55enne di San Cesario raggiunto nel luglio scorso, insieme ad altri trenta indagati, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Labirinto”, che ha disarticolato due sodalizi criminali federati al clan “Tornese” di Monteroni, uno dei quali capeggiato dallo stesso Rizzo, dediti al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso.

Il decreto di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia ed è stato eseguito nelle scorse ore dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Lecce.

Gli accertamenti patrimoniali hanno documentano la disponibilità da parte del 55enne di un considerevole patrimonio economico, non giustificato dall’entità dei redditi dichiarati e ritenuto il frutto degli introiti delle attività illecite individuate nel corso delle indagini.

Sulla scorta delle risultanze investigative il Tribunale di Lecce ha disposto, dunque, il sequestro preventivo della società Trade Service s.r.l.s. con relativo compendio aziendale, avente ad oggetto il bar “Miss Coffee” di San Cesario; di due villini a San Cesario di Lecce, con terreni di pertinenza dell’estensione di circa 1700 mq; di due autovetture ed un motociclo e di 17 rapporti bancari, tra conti correnti, conti deposito a risparmio e carte di credito.

Gli accertamenti patrimoniali avviati nell’ambito dell’indagine “Labirinto” del ROS già avevano consentito, il 19 luglio scorso, di effettuare sequestri preventivi di beni, per un valore complessivo stimato in circa sei milioni di euro, nei confronti di Saulle Politi, Fabio Rizzo e Davide Quintana.