Metalli pesanti nel Pertusillo, ipotesi di disastro ambientale nell’inchiesta dei pm lucani

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Settimane caotiche per la politica italiana, settimane con un tema pressante da dibattere in ogni luogo, l’ambiente. Dopo le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, per lo scandalo “Tempa Rossa“, il terremoto ambientale che ha colpito il nostro Paese non sembra placarsi. E a due settimane dal referendum contro le trivelle, un altro caso è stato sollevato da un’inchiesta della Procura di Potenza. È infatti l’inquinamento del Pertusillo a tenere banco in queste ore, con ovvie preoccupazioni anche della Regione Puglia, che dal bacino lucano prende tutta la sua acqua.

L’ipotesi di reato è di quelle gravi, disastro ambientale. Nella acque del Pertusillo sono state trovate, dalle analisi condotte dall’Università della Basilicata, tracce di idrocarburi e metalli pesanti come bario, manganese, alluminio, ferro, cromo, piombo, nichel. Secondo questo studio dell’Ateneo lucano per ogni litro d’acqua ci sarebbero 6.400 microgrammi di idrocarburi, a dispetto del limite massimo imposto di 200. A tutto questo si aggiunga la più che sospetta morte di tantissime carpe nel bacino e gli indizi iniziano a diventare troppi. Da qui l’inchiesta avviata dalla Procura di Potenza e i dubbi ricadono sulle immissioni nel suolo dei veleni di scarto della lavorazione del petrolio.

L’indiziato numero uno, chiariamo però per sospetti di inquinamento, è il centro oli di Viggiano dell’Eni. Per i pm lucani ci sarebbe un risparmio dei costi nel corretto smaltimento dei rifiuti prodotti dal suddetto centro. In poche parole, rifiuti speciali ovviamente pericolosi, classificati in fase di smaltimento come non pericolosi. Questo, oltre al terribile disastro ambientale di per sé già grave, ha fatto drizzare i capelli alla giunta regionale pugliese che dal Pertusillo prende tutta la sua acqua che, attraverso gli impianti di depurazione, arriva nelle case dei cittadini del tacco. Si attendono risvolti nell’inchiesta condotta dai pm lucani che, come sempre in questi casi, coinvolge l’interesse di migliaia di persone.