Lecce. Allarme nello Jonio, invaso dai “vermocani”, sempre più numerosi sui fondali rocciosi del Salento.

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L’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Area marina protetta “Porto Cesareo” studiano il fenomeno nel mare di Santa Caterina di Nardò. Ci mancavano solo questi piccoli “serpenti” di mare dopo l’invasione dell’alga tossica che, dal nord Barese, si è spostata quest’anno anche a sud di Otranto: segnalazioni e “avvistamenti” copiosi, a sentire gli esperti scientifici dell’Arpa, nel mare di Porto Badisco che è uno delle icone della costa salentina.
Prima l’Adriatico, ora il mar Jonio da Porto Cesareo fino a Leuca: non c’è pace per l’estate salentina dei record. Non c’è pace per chi frequenta il mare d’agosto: migliaia di turisti, ma anche molti salentini che si prendono una pausa dal lavoro.
Sono sempre più frequenti le segnalazioni da parte di bagnanti e subacquei allarmati dalla crescente presenza di “vermocani” sui fondali rocciosi anche a pochi centimetri di profondità. Il suo nome scientifico è “Hermodice caruncolata” e si tratta di un grande polichete, lungo fino a 30-40 centimetri, comune in habitat costieri rocciosi dello Jonio e del Mediterraneo orientale, dotato di difese antipredatorie costituite da ciuffi di bianche setole su entrambi i lati del corpo, che l’animale erige quando è toccato o si sente minacciato.