La rivoluzione informatica del Codice dell’amministrazione Tra identità digitale e Spid, cosa cambia per cittadini

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Si scrive Cad, acronimo per Codice dell’Amministrazione Digitale, istituito dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e tornato d’attualità in maniera prepotente negli ultimi mesi perché con l’ultimo aggiornamento dell’agosto di quest’anno (nell’ambito della riforma della PA della Ministra Madia) le previsioni contenute nella norma alla guida del processo di digitalizzazione della Pubblica amministrazione italiana promettono una vera rivoluzione culturale nel rapporto tra cittadini e PA.
Se infatti le infrastrutture e le tecnologie di un decennio fa non consentivano di attuare in tempi rapidi la transizione verso la modalità digitale, il rapido sviluppo che il settore ha conosciuto negli ultimi anni, unito alla sempre maggiore diffusione della banda larga e alla progressiva alfabetizzazione informatica della popolazione, rende oggi possibile il traguardo di un rapporto più semplice, diretto e rapido tra i cittadini e le amministrazioni.

I cardini principali intorno ai quale ruoterà il cambiamento sono il domicilio digitale, lo ‘Spid’ e l’abbandono della carta da parte della PA, ma anche il sistema dei pagamenti elettronici e le norme sulla conservazione.

L’introduzione del domicilio digitale fa sì che tutti i cittadini potranno (non sarà obbligatorio, a differenza di quanto avviene per professionisti e imprese) dialogare online con la PA attraverso un indirizzo di Posta elettronica certificata che diventerà lo strumento di comunicazione esclusivo.

Più stringente la previsione dello Spid (Sistema pubblico di identità digitale), una sistema di credenziali uniche (username e password) che dal primo gennaio 2018 ogni cittadino dovrà utilizzare per accedere ai servizi online della PA.
Il nuovo Cad promuove, inoltre, l’impiego della moneta elettronica nei pagamenti, e pone l’obbligo agli enti pubblici di accettarla a qualsiasi titolo e per qualunque somma dovuta, compresi i micro-pagamenti basati sull’uso del credito telefonico.

Uno degli obiettivi che si pone il processo di digitalizzazione in atto è l’abbandono dell’uso della carta all’interno degli enti pubblici e nei rapporti con la cittadinanza all’insegna della parola d’ordine ‘digital first’ (letteralmente, ‘prima in versione digitale’). Si tratta di un traguardo difficile da raggiungere, e per questo motivo il termine per l’addio alla carta è stato più volte procrastinato, ma il 2017 dovrebbe essere la deadline definitiva. E per semplificare ulteriormente gli obblighi in capo ai cittadini, l’articolo 43 del Cad stabilisce che non sarà più necessario conservare la copia dei documenti informatici scambiati con la Pa, ma saranno le amministrazioni a farlo. In qualunque momento sarà possibile richiederne l’accesso. A maggior ragione dal 23 dicembre con l’entrata in vigore del Foia (Freedom of information Act), in base al quale tutti i cittadini potranno accedere a documenti e atti della Pa, a eccezione di quelli considerati sensibili, evitando complesse procedure, con l’obbligo da parte dell’ente di fornire risposta entro 30 giorni.

Del resto anche l’Europa sta investendo nel campo delle tecnologie dell’informazione come dimostra il varo, nel maggio 2010, dell’Agenda Digitale, una delle sette iniziative individuate nella più ampia Strategia Europa 2020 per realizzare, attraverso queste, la crescita inclusiva, intelligente e sostenibile dell’Unione.

Nel quadro dell’Agenda europea, In Italia è stata elaborata una strategia nazionale con il contributo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che include l’attuazione delle norme introdotte dal Cad cui sovrintende L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid).

Tra le sue funzioni vi è anche il monitoraggio dello stato di avanzamento della cosiddetta crescita digitale. Al 21 dicembre, per quanto riguarda Spid, erano attive 3719 amministrazioni che erogavano 4.215 servizi. Le identità create dal mese di aprile erano circa 700 mila, ancora poche rispetto alla popolazione residente in Italia, ma con una crescita costante di circa 100mila registrazioni al mese.