Gli imbecilli di oggi? A Milano 7 ore di coda per mangiare il pollo fritto di una nuova catena che arriva dalle Filippine

2466

Il giorno dell’inaugurazione a Milano di Jollibee, il fast food più famoso delle Filippine, c’era già gente alle 4 del mattino che si metteva in coda. Ce lo racconta Abby, una delle sette responsabili del locale, il primo in Europa, che ha aperto dietro al Duomo e di cui tutti parlano: preso d’assalto soprattutto dai filippini, ci sono attese lunghissime, dalle due alle quattro ore in media, per mangiare il loro famosissimo pollo fritto in salsa orientale (prezzo: 4 euro e 20 con bibita e contorno).

I clienti sono arrivati da tutta Italia e da mezza Europa: cinque pullman di filippini da Roma, uno da Barcellona, un altro dall’ Olanda. «E ieri è arrivato un bus da Parigi, e altri dalla Svizzera. Ora stanno venendo molto dall’Austria, ci aspettiamo un record nei prossimi giorni di Pasqua. E anche parecchi milanesi, sono curiosi, aspettano per provare il nostro Chickenjoy, il piatto più venduto», ci spiega sempre Abby, 30 anni, nata a Manila, studi in economia a Bologna.

 «Qui solo il 20% del personale è italiano, ma non serve in sala. Tutti gli altri sono filippini e bilingui. Jollibee è un’istituzione, nel nostro Paese batte McDonald’s». In tutto 159 coperti in uno spazio a gomito che non aiuta certo ad alleggerire le code. «Ma presto amplieremo con tavolini fuori all’aperto, stiamo aspettando solo il permesso del Comune. Intanto abbiamo fatto togliere i numerini all’ ingresso, per dare un’immagine più fast».

MEGA INAUGURAZIONE  

Dopo l’ apertura (si fa per dire) soft, l’11 aprile ci sarà l’inaugurazione in pompa magna con un grande evento a cui parteciperanno anche i massimi capi della catena fondata a Manila e che conta 3253 ristoranti nel mondo (di cui 1.145 con l’insegna Jollibee), un pupazzo-ape felice come mascotte e oltre 1 milione di Chickenjoy servizi ogni giorno. Visto il successo il management sta pensando di raddoppiare, e di aprire presto un secondo spazio a Milano. Verso le 17 è il momento in cui la fila è più snella. Ce lo spiega Camilla, 22 anni, nata a Torino e studentessa di architettura che lo ha saputo da un insider e per questo è venuta.

Lei non torna a casa, nelle Filippine, da cinque anni, e aveva molta voglia di risentire il sapore di uno dei loro piatti più famosi. «Però non avremmo mai fatto una coda di ore, è assurdo», dice la sua amica Kate, 22enne anche lei nata in Italia, piuttosto increduli tutti per tanta attenzione per un nuovo fast food e soprattutto che l’ Italia si accorga solo oggi di avere una delle comunità filippine più popolose al mondo.

Il buttafuori, che fa parte della esigua quota di personale italiano, è felicissimo e mi racconta come questo posto sia davvero speciale per le nuove generazioni di filippini nati qui e che nella loro terra d’origine magari non ci sono stati mai: «Per loro Jollibee è un’icona, iniziano a mettersi in coda alle 7, noi apriamo alle 9 e 30 e chiudiamo alle 23. Con punte massime di attesa di 6-7 ore».

DIVERSO DA TUTTI

Tra i fortunati che ce l’hanno già fatta e stanno mangiando seduti a un tavolo ci sono Chiara e il suo compagno, 20enni, lei è in attesa del primo figlio. «Una bambina, le daremo un nome italiano: Elisa. Finché ho il corso preparato, lo faccio qui dietro, verremo almeno una volta alla settimana. Anche se noi lavoriamo tutti e due da McDonald’s qui in Italia». Nati vicino a Manila, assicurano che «il pollo è buono ma è diverso da quello originale. Gli ingredienti hanno sapori differenti». Lo stesso vale per gli spaghetti Jolly, specialità della casa, con salsa ketchup alla banana, würstel rossi, fegato e latte condensato. Molto agrodolci. Provare e farsi tre ore di coda per credere.