Ex Colonia Scarciglia. Il sindaco di Leuca lancia nuovamente l’appello

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“Se i cittadini ormai sembrano essersi abituati a questa visione, lo stesso non si può dire dei turisti che continuano a porci domande…Il danno d’immagine è enorme” (Nuovo Quotidiano di Puglia). Parole dure quelle di Anna Maria Rosafio, sindaco del Capo di Leuca in merito alla questione, ancora aperta, dell’ex Colonia Scarciglia.

Un immobile, ormai in stato di degrado, che un tempo è stato centro per i profughi dei campi di concentramento. Una struttura che si staglia a Punta Meliso, deturpando un paesaggio suggestivo come quello di Leuca.

Così, davanti alla Commissione Patrimonio e lavori pubblici, in presenza del Presidente della Provincia Gabellone, la Rosafio ha ribadito come la questione vada risolta quanto prima, in quanto esistono anche rischi per la sicurezza. “È vero, l’immobile è transennato ma non mancano i temerari che si inerpicano sulla collinetta per esplorare la zona. E il rischio che qualcuno possa farsi male non ci fa dormire di notte“.

Ma all’appello dell’amministrazione comunale fanno da contrappunto le mille beghe giuridico – burocratiche tra la Provincia di Lecce e l’Agenzia del Demanio, la quale nel 2003 aveva ceduto la proprietà della colonia proprio alla Provincia, a condizione che l’immobile venisse adibito ad attività relative alla nautica. La scelta, però, di redigere un progetto per un resort ha spinto l’Agenzia a risolvere il contratto, dando avvio a una battaglia che, purtroppo, ancora oggi sembra ben lontana dal concludersi.

E, a farne le spese, il paesaggio, deturpato da questa figura in cemento, che si staglia all’orizzonte, eterea, quasi fosse un fantasma.