È tornata la processionaria. Occhi aperti a noi e ai nostri animali

745

È tornata la processionaria. Chi? La più grande distruttrice delle pinete del Mediterraneo. La processionaria è un insetto, un vero e proprio bruco, origianrio delle regioni del nord-Africa e di tutta la zona mediterranea. Cosa mangia? Foglie di pino soprattutto, ma alle volte la si trova su altri alberi. Il nome deriva dal fatto che il movimento della processionaria avviene quasi sempre in gruppo. Un gruppo di larve che viaggiano in fila indiana. Quando compare? In primavera, perché è un insetto termofilo. E ovviamente va a nozze con il clima mediterraneo. Quest’anno però è arrivata con largo anticipo, perché fondamentalmente con largo anticipo è arrivata la primavera. Temperature medie elevate rispetto alla norma, che non hanno fatto praticamente mai arrivare il vero freddo hanno agevolato l’arrivo delle larve.

La processionaria, allo stato larvale, crea nidi che sembrano accumuli di ovatta bianca e brillante, perciò facilmente riconoscibili. Possono trovarsi sia vicino le radici di un pino, che sul tronco. Perché tutta questa storia sulla processionaria? Perché oltre ad avere un conto aperto con le pinete del Mediterraneo è estremamente pericolosa per gli animali e per l’uomo.

I più colpiti dai danni della processionaria sono tutti gli animali che, brucando l’erba, vengono a contatto con l’insetto che, allo stato larvale, è ricoperto di spore. Queste contengono un veleno urticante che, nelle ipotesi più complicate, può portare alla morte dell’animale. Quando va bene comunque, il contatto con questo insetto non è assolutamente una passeggiata. A seconda dei punti toccati dalle spore, l’animale può arrivare a perdere porzioni di lingua che vanno in necrosi, o può addirittura diventare cieco. Oltre ai ruminanti, chi incorre nei pericoli maggiori sono i cani che sono costantemente a fiutare per terra. Negli ultimi venti giorni un paio di cani nel leccese sono morti per soffocamento causato dalle spore che hanno ingrossato la lingua, altri due cani nel brindisino la lingua l’hanno proprio persa.

Guai in vista anche per l’uomo. Lo spettro dei danni che il contatto con le spore della processionaria, che possono anche essere trasportate dal vento, è molto vario e doloroso. Si va dalla dermatite con eruzioni cutanee accompagnate da un forte prurito, alle congiuntiviti a rischio cecità, alle irritazioni delle vie respiratorie che causano forti bronchiti, fino all’infiammazione della bocca e dell’intestino con tutte le conseguenze del caso.

In Italia la lotta con disinfestanti delle larve della processionaria è obbligatoria sin dal 1998, in tutte le aree ritenute a rischio infezione. Per combatterle, oltre all’utilizzo di larvicidi, il metodo più efficace al momento consiste nel bruciare i nidi. Ricordando però che le spore si spostano. Se si effettua questa operazione, ricordarsi di non essere sotto vento e di coprirsi per bene. Conviene comunque stare alla larga da quest’insetto, che per fortuna, è molto riconoscibile. Oltre a quanto già detto in precedenza, che si muove quasi sempre in fila indiana con un gruppo di altre processionarie, è il colore a farcela riconoscere. Nella maggior parte dei casi è nero carbone, alcune volte con striature arancioni. Se lei cammina a destra, voi scappate a sinistra.