Brindisi. Cresima, il vescovo “cancella” i padrini

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Le considerazioni che l’arcivescovo Domenico Caliandro ha voluto che apparissero nel decreto col quale abolisce di fatto la figura dei padrini e delle madrine durante la somministrazione dei sacramenti del battesimo e della cresima affondano le radici nell’essenza del significato di “cammino cristiano”. Il capo della chiesa brindisina, infatti, ha spiegato perché, dal primo gennaio 2018 e per i successivi 3 anni almeno, i ragazzi che riceveranno la confermazione saranno presentati non più da figure scelte da loro stessi o dalle famiglie ma dai catechisti che li hanno accompagnati nel percorso di fede.
«Già sul piano umano – argomenta il vescovo – è necessario che nella crescita di una persona ci siano figure educative che la accompagnino nel suo graduale sviluppo. A maggior ragione questo vale nell’ambito della fede e della vita ecclesiale. Da questa necessità è nata l’antica tradizione della Chiesa di scegliere nella comunità cristiana un padrino da assegnare al battezzando adulto, per aiutarlo nell’ultima fase di preparazione al sacramento e poi per sostenerlo nella perseveranza».
Monsignor Caliandro, però, non ha potuto fare a meno di prendere atto che i tempi sono cambiati: i motivi che spingono i ragazzi e le loro famiglie a scegliere chi sarà accanto ai battezzandi e ai cresimandi sono lontani anni luce, in molti casi, dalle linee guida illustrate dall’arcivescovo. «Il più delle volte – prosegue il monsignore – i padrini vengono scelti con criteri e finalità diversi da quelli che intende la Chiesa mentre di fatto la loro funzione viene svolta dai catechisti». Da qui, la decisione di affidare proprio ai catechisti il compito di presentare bambini e ragazzi al cospetto dei prelati in occasione della somministrazione dei sacramenti. Nel decreto arcivescovile si leggono, oltre ai principi ispiratori della riforma, anche le nuove regole che rimpiazzeranno le vecchie per i prossimi 3 anni, quando il testo verrà valutato in base ai risultati ottenuti e sarà confermato o abrogato.
Negli articoli del decreto emergono le contingenze che hanno portato monsignor Caliandro a prendere tale decisione: l’arcivescovo, infatti, ha messo nero su bianco l’oggettiva difficoltà dei parroci nell’attestare l’effettiva idoneità dei padrini e il bisogno dei ragazzi cresimandi di essere accompagnati da figure educative in grado di offrire una chiara testimonianza di vita cristiana. Alla luce di queste considerazioni, l’arcivescovo ha disposto che, mentre per il battesimo resta ai genitori la possibilità di scegliere il padrino e la madrina, per la cresima, invece, dal primo gennaio del 2018, durante la celebrazione dei sacramento i ragazzi saranno presentati al vescovo dai catechisti, espressione della comunità che accompagna nel cammino della fede.
«Confido che queste disposizioni – conclude monsignor Caliandro – opportunamente spiegate, contribuiscano all’autenticità del cammino cristiano. Raccomando ai parroci di individuare con particolare attenzione i catechisti cui affidare i ragazzi che si preparano alla cresima. Invito, quando è possibile, a proporre questo compito a qualche coppia di sposi cristiani capaci di relazionarsi efficacemente con gli adolescenti. In ogni caso, ho fiducia che questa valorizzazione del ruolo dei catechisti motivi ancor di più l’impegno di quanti si dedicano alla catechesi dei cresimandi. A coloro che già svolgono o che svolgeranno questo servizio d’amore a favore dei ragazzi, la mia larga e paterna benedizione».