Brindisi. Addio a York il mimo di corso Umberto

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La morte “silenziosa” di York: addio al mimo di corso Umberto

Dietro il trucco, tanta sofferenza. Linee precise, tracciate sul volto per nascondere le rughe dell’età ai bimbi che lo guardavano ammaliati, con il naso all’insù. Una maschera bianca che sprigionava dolcezza: York se n’è andato, in solitudine. In silenzio: proprio come un mimo che finge d’essere una statua. E c’è una città intera, ora, che stenta a credere che quel sorriso rassicurante non tornerà mai più a spalancarsi sul suo viso, in corso Umberto, nel luogo in cui trascorreva le giornate e salutava con garbo, ricordandone i nomi, i bambini e gli adulti. Una città intera che lo ricorda affettuosamente con fiori, messaggi e con un manifesto affisso in corso Umberto, il suo posto, che porta la firma dei “vicini” commercianti.
York, al secolo Jorg Alfred Hermann, tedesco d’origine e tifosissimo del Bayern Monaco, aveva 60 anni. Era malato ed è morto senza alcun dubbio per cause naturali. Viveva in un albergo della città, laddove aveva trovato affetto e amicizia. In molti si occupavano di sostenerlo, anche economicamente. Soprattutto da quando le sue condizioni di salute non gli consentivano più di trascorrere ore e ore in piedi, al caldo o al freddo gelido dell’inverno. A divertire i più piccoli con il solito gioco: fermo, immobile come fosse di pietra. Poi una monetina e via con la piroetta.
Era da tempo che non si sentiva bene. Parlava poco: persona colta, in grado di discutere di ogni argomento, ricorda chi gli voleva bene. Non aveva chiesto aiuto, ma gli era stato offerto ugualmente. Ed era stato ricoverato per settimane in ospedale. Prima a Brindisi, poi a San Pietro Vernotico. Soffriva di una insufficienza renale, aveva le gambe martoriate. È stata forse una infezione a portarlo via da questo mondo.
Era tornato nella sua stanzetta al centro da pochi giorni. Di buon mattino, però, lunedì scorso aveva detto al gestore dell’hotel che avrebbe preferito restare a letto e aveva chiesto una bottiglia d’acqua fresca. Poi il silenzio, durato troppo a lungo perché non scattasse l’allarme. All’arrivo del 118, martedì sera, non c’era più nulla che si potesse fare per salvargli la vita.

La salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero, dove è stato eseguito un esame esterno voluto dal pm di turno per accertare le cause della morte. Il consolato tedesco si è occupato di rintracciare l’unica figlia che vive in Germania e con cui c’erano contatti saltuari. Non è stato ancora dato il nulla osta per la sepoltura ma i fiori, i pensieri amorevoli di tutti i perfetti sconosciuti che nel tempo gli si erano affezionati, hanno iniziato a fioccare. C’è anche chi propone una colletta per pagare il funerale, ma è ancora presto per stabilire se potrà essere celebrato, se sarà a Brindisi o se invece ci saranno altre disposizioni. 
Restano i ricordi. Che, come sempre accade ormai, popolano le bacheche dei social network. Foto in quantità. Le immagini di un artista di strada che venti anni fa aveva scelto Brindisi per stabilirsi e lavorare: della città che lo aveva adottato amava il clima e l’ospitalità. L’accoglienza che ogni giorno lo faceva sentire tutt’altro che solo.
Amici ne aveva. A chiunque è capitato di incrociare il suo sguardo gentile. York spunta perfino nella foto delle nozze di Chiara e Salvatore: lei in abito bianco, lui accanto, con l’espressione allegra di un clown. Missione: far divertire gli altri. Impressionare grandi e piccini con un “buongiorno signora”, con la sua teatralità dei geni del marciapiede, come tanti ce ne sono nelle metropoli.
Il vuoto, ora, lo avvertono in molti. Lo testimonia il piccolo altarino in sua memoria che è stato voluto in corso Umberto, accanto al tabaccaio. Proprio lì dove tutti erano sicuri di ritrovarlo, all’ennesima passeggiata.
La storia di York finisce qui. Finisce a Brindisi con un tripudio di testimonianze forse inattese, forse no. Con una gara di amore e vicinanza che non stupisce affatto chi conosce il cuore grande dei brindisini, di una città che può vantare centinaia di storie di integrazione quotidiana fra viandanti e indigeni.
Il mimo di Brindisi, dovesse restare ancora sul marmo freddo dell’obitorio, avrà il suo funerale. Qualcuno gli ha già donato dei girasoli. I commercianti del centro si sono mobilitati: “Tutti – è scritto sul manifesto – ricordano con affetto l’amico York”.