Blue Salento, il Tar legittima lo sgombero dell’area demaniale. Ricorso respinto

Depositata la sentenza di merito sui provvedimenti di sgombero disposti dal Comune a carico della società diportistica e legittimati

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A gennaio i giudici del Tar di Lecce avevano preferito tutelare la continuità del servizio nautico, in attesa dell’udienza di merito, concedendo alla Bleu Salento di rimanere ancora nel porto di Gallipoli. Oggi con la pubblicazione della sentenza definitiva, sempre i giudici amministrativi della prima sezione hanno respinto il ricorso che la società diportistica (e a supporto la cooperativa Servizi Nautici, intervenuta in giudizio ad adiuvandum), avevano presentato per impugnare i provvedimenti di sgombero dell’area demaniale in concessione disposti dal Comune lo scorso mese di settembre. Anche se la battaglia non sembra ancora del tutto chiusa visto che la società diportistica, proprio nei mesi scorsi, ha già avviato altri procedimenti giudiziari dinanzi al Consiglio di Stato e anche alla Corte di Cassazione, per la “revocazione” e per l’annullamento della sentenza del 2017, decretata dai giudici di Palazzo Spada, che di fatto ha dato il via ai successivi procedimenti di decadenza della concessione per l’approdo turistico.

Ma al momento si riparte dalla decisione attuale del Tar di Lecce che ha confermato la legittimità delle ordinanze e dei provvedimenti amministrativi resi dal Comune rilevando che “l’adozione del provvedimento di annullamento e sgombero era certamente doverosa, oltre che vincolata, per l’Amministrazione”. Con la sentenza di merito depositata in questi giorni l’azione del Comune, difeso in giudizio dal legale Luigi Mercurio, è stata ritenuta del tutto legittima almeno per quanto concerne questo primo grado di giudizio. La decisione dell’amministrazione comunale seguiva le disposizioni  del Consiglio di Stato che nell’agosto scorso si era pronunciato su un ricorso proposto contro la decisione del Tar favorevole alla società concorrente per la concessione demaniale, la darsena Santa Caterina. I giudici di Palazzo Spada avevano infatti respinto il ricorso della Bleu Salento srl, presentato nel 2011, e ritenuto illegittimo il rinnovo pluriennale delle autorizzazioni demaniali da parte del Comune, stabilendo che i rinnovi delle concessioni intestate alla stessa società dovevano essere preceduti da un’analisi mercato, volta a verificare l’esistenza di soggetti in grado di gestire la struttura e, se del caso, da una procedura di gara.

Sulla base di questa pronuncia del Consiglio di Stato, a settembre dello scorso anno, il Comune  aveva disposto l’annullamento del rinnovo della concessione demaniale sino al 2020 e di tutte le autorizzazioni consequenziali e ordinato alla Bleu Salento di sgomberare l’area demaniale occupata e di rimuovere le opere entro sessanta giorni (ed entro cinque giorni per l’area del parcheggio a ridosso dell’elio superficie). Ordinanza che la società ha inteso da subito impugnare dinnanzi al Tar sottolineando la particolare rilevanza economica e turistica delle opere esistenti nonché la necessità di assicurare la continuità del servizio nautico. A gennaio il Tar aveva quindi concesso la sospensione cautelare dei provvedimenti con i quali il Comune di Gallipoli aveva ordinato alla struttura diportistica lo sgombero dell’area demaniale e il ripristino dello stato dei luoghi. Ma già in sede cautelare, l’ordinanza dei giudici amministrativi non “ravvisava alcuna ragione per impedire l’eventuale avvio, da parte del Comune, della procedura per un nuovo affidamento dell’area demaniale e dell’approdo”. Il tutto in attesa della discussione di merito avvenuta il 18 aprile scorso e la relativa sentenza depositata oggi che lascia intravedere l’apertura di un nuovo contenzioso per dirimere la controversia.

La vicenda della darsena turistica della Blue Salento aveva già da tempo alimentato anche lo scontro politico cittadino con una interrogazione che sempre nei mesi scorsi era stata presentata dai consiglieri di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, che avevano chiesto testualmente  al sindaco Minerva “cosa intende fare dell’area portuale oggetto della illegittima concessione ormai definitivamente annullata. Come intende procedere per la generale programmazione della portualità turistica, mercantile e peschereccia. Se non ritiene di dover rinnovare l’istruttoria per verificare la compatibilità delle attività in essere rispetto al redigendo nuovo piano regolatore generale del porto e quali misure intende adottare per la salvaguardia delle unità lavorative da anni impiegate nella struttura realizzata nell’area dell’approdo turistico”. Ora proprio alla luce della nuoca sentenza del Tar, sempre il capogruppo di Gallipoli Futura, è tornato alla carica: “Ora il sindaco Minerva non ha più alibi per lasciare la gestione della darsena al soggetto privato che continua a detenerla senza alcun diritto” sentenzia Fasano, “oggi il Tar ha emesso la sentenza di rigetto del ricorso della Bleu Salento. Mentre il sindaco si affretta a dare il consenso alla costituzione di un altro porto privato, porto Gaio, rinuncia inspiegabilmente a gestire la darsena che il Consiglio di Stato fin dallo scorso mese di agosto 2017 ha sentenziato appartenere al Comune”. Il legale del Comune, Luigi Mercurio, e l’avvocato della società concorrente dell’attuale concessionario, la Nautica Santa Caterina, Alessandro De Matteis avevano già chiarito che anche nell’ambito della sospensiva erano già state date “indicazioni in tal senso agli uffici, ossia di procedere immediatamente e senza indugio all’iter di nuovo affidamento dell’area”.