Bari, esami da avvocato truccati. Due casi scoperti nelle ultime settimane

656

Esami truccati, risposte identiche perfino nella punteggiatura, verbalizzazioni di esami mai sostenuti. L’Università di Bari nella bufera.

In particolare, a finire sotto l’occhio del ciclone, è stata la facoltà di Giurisprudenza, dove operava l’ex funzionaria Annunziata Laquale, arrestata e poi posta ai domiciliari dopo la scoperta che sette candidati, negli scritti del dicembre 2014 del concorso di avvocatura, ricevettero le risposte esatte dall’esterno.

Un secondo tentativo è stato poi portato alla luce dalla magistratura nei giorni scorsi. Questa volta lo stratagemma utilizzato da otto aspiranti avvocati (nella sessione 2013/2014) consisteva nel prendere da Internet, da siti specializzati, le risposte dell’esame, pubblicate durante lo svolgimento della prova stessa. Tra gli indagati, risultano anche due salentini: un ragazzo di Brindisi e una ragazza della Provincia di Lecce. L’accusa è di falsa attribuzione di lavori di altri.

In quest’ultimo caso è stata la commissione di Bologna a individuare l’inghippo, notando come i compiti fossero perfettamente identici, persino nella punteggiatura.

L’Università di Bari, invece, dal canto suo, vedendo lesa la propria immagine, ha istituito in questi giorni uno “sportello dell’onestà” presso il Garante degli studenti: un luogo dove, in forma anonima, potranno essere accolte le segnalazioni degli studenti su eventuali altri casi di broglio.