Avvocati? Tanti. Lavoro? Poco. Ecco i numeri del rapporto sull’avvocatura 2015

849

Sempre più avvocati, sempre meno lavoro. La proporzione indiretta sembra logica, più aumenta il numero dei legali, meno sarà il lavoro per ognuno di loro. Un dato che interessa tutta la nazione e che riguarda da vicino la nostra regione. Il rapporto sull’avvocatura del 2015 mette in allarme la professione legale. Negli ultimi 30 anni il numero di professionisti iscritti all’albo è cresciuto in modo esponenziale. Basti pensare che nel 1985 gli avvocati in Italia erano 48.327, mentre alla fine del 2015 ben 237.132. Un aumento del 500% circa.

La Puglia segue questo trend, anzi, è nella top 5 per numero di iscritti. Al primo posto la Campania con 33.387; al secondo il Lazio con 32.449; al terzo la Lombardia con 31.750; al quarto la Sicilia con 21.958; e al quinto proprio la Puglia con un totale di 21.741 iscritti, suddivisi in 9.584 donne e 12.157 uomini. L’età media degli avvocati iscritti all’albo al 31 dicembre dell’anno appena terminato è di 44 anni.

Una professione che resta dunque molto ambita, con i relativi problemi che la situazione comporta. Il primo fra i più importanti il lavoro, la quantità di pratiche da elaborare che, ovviamente, è in diminuzione per tutti. Diminuendo il lavoro, decresce anche il volume d’affari che ci gira intorno. E di conseguenza il reddito medio. Per fare un solo esempio della nostra regione, che più o meno vale per tutte le province, prendiamo in esame il reddito medio di un avvocato della provincia di Lecce. Se nel 2010, appena 5 anni fa, il reddito era di circa 29.470 euro, oggi è sceso a toccare i 20.813.