Addio a Fats Domino, pioniere del rock’n’roll: aveva 89 anni

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È stato il pioniere e l’anima nera del rock’n’roll, l’architetto di questo genere, influenzando con il suo stile generazioni di musicisti. Ancora in vita era già nella leggenda, un mito. Ora Fats Domino se n’è andato, si è spento a 89 anni nella sua New Orleans, dove era nato e cresciuto. E che non aveva abbandonato nemmeno anni fa, scampato all’uragano Katrina. Contemporaneo di Elvis Presley, Chuck Berry e Jerry Lee Lewis, Domino – al secolo Antoine Dominique Domino – è stato tra i primi ad essere celebrato nella Rock’n’Roll Hall of Fame.

Secondo il magazine Rolling Stone, il cantautore e pianista è stato secondo solo a The King, il re Elvis Presley, per numero di dischi venduti tra il 1955 e il 1960. In totale oltre 110 milioni di copie. Anche se non aveva l’immagine da sex symbol di Elvis: era infatti alto poco più di un metro e 65 e pesava circa 100 chili. Ma Domino ha fatto ugualmente la storia della musica, con successi indimenticabili come ‘Blueberry Hill’ e ‘Ain’t It a Shame’.

Proprio una versione del 1956 di ‘Blueberry Hill’ è stata inserita nell’elenco delle registrazioni storiche della biblioteca del Congresso americano, come brano degno di essere preservato. Nato il 26 febbraio del 1928 e cresciuto in una famiglia di nove figli con un padre violinista, Fats Domino – che deve il soprannome non solo alla sua stazza ma anche alla somiglianza con il pianista jazz Fats Waller – ha sempre avuto la musica nel Dna, fin da piccolo quando imparò a suonare. A soli 14 anni abbandona la scuola per esibirsi nei locali notturni di Big Easy, e proprio in uno di questi fa l’incontro della sua vita con il produttore Dave Bartholomew, con cui scriverà nel 1949 il suo primo pezzo di successo, ‘The Fat Man’, considerato uno dei primi pezzi del genere rock’n’roll. I due sarebbero diventati una sorta di coppia d’oro di quel mondo, e i loro successi sono diventati nei decenni cover di tantissimi artisti come Led Zeppelin, Cheap Trick, Randy Newman, Ricky Nelson e John Lennon.


Carattere mite e pacato, Domino si mostrò sempre modesto di fronte al suo enorme successo, lasciando parlare la musica piuttosto che l’immagine. «Tutti hanno iniziato a chiamare la mia musica rock and roll – disse in un’intervista – ma non è altro che lo stesso rhythm and blues che suono da sempre a New Orleans». E proprio New Orleans sembrò essere il suo vero amore: lui stesso disse che non avrebbe potuto trovare un cibo migliore da nessun altra parte. Negli anni ’80 dichiarò che non avrebbe più lasciato la città e non si cambiò idea neanche per partecipare alla cerimonia per l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame o per suonare alla Casa Bianca. Non si mosse da New Orleans neanche durante l’uragano Katrina nel 2005. La sua abitazione si trovava nel Lower Ninth Ward, una zona quasi completamente allagata dalle inondazioni, e Domino non volle evacuare a causa dei problemi di salute della moglie. All’inizio fu dato per disperso, ma poi lui, la moglie e uno dei suoi otto figli (i cui nomi iniziano tutti per A) furono tratti in salvo dalla Guardia Costiera. Durante l’uragano perse tutto, anche i suoi dischi d’oro. Forse il dispiacere più grande. Ora sono in tanti a piangere The Fat Man, milioni di fan e decine di personalità del mondo dello spettacolo e non solo: «Ci vediamo sopra quella collina di mirtilli…», il saluto più commosso, ricordando il suo grande successo ‘Blueberry Hill’.