Tentano di rapinare il market: fucilate contro le porte antisfondamento

I malviventi sono fuggiti senza riuscire a portare a termine il colpo. L’auto ritrovata poche ore dopo.

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I carabinieri ne sono certi: sono gli stessi che in mattinata avevano già assalito l’ufficio postale di Morciano di Leuca. Non paghi, forse, del bottino raccolto nel Capo di Leuca, in serata un manipolo di rapinatori ha provato un secondo assalto. Indirizzandosi, questa volta, a Racale.

Volevano depredare le casse del supermercato Sisa di via Addis Abeba. Ma questa volta la fortuna non è stata dalla loro parte. L’attività aveva chiuso i battenti, il personale era ancora all’interno, nessuno ha aperto le porte e così i malviventi ci hanno provato con la forza. Uno di loro imbracciava un fucile a canne mozze. E ha esploso un colpo sull’ingresso. Ma non c’è stato nulla da fare: il cristallo non s’è sbriciolato.

Il collante fra i due episodi è l’autovettura. Si tratta di una Renault Capture. I carabinieri del Norm di Casarano l’hanno trovata attorno alle 22 – circa 40 minuti dopo il tentativo di rapina al Sisa – nelle campagne di Mancaversa. Ormai bruciata. Due assalti in un giorno con lo stesso veicolo sono un azzardo. I malviventi hanno pensato bene di sbarazzarsi della Renault, rubata, dandole fuoco in una stradina sterrata di contrada Civo, nelle campagne fra Racale e Mancaversa.

Sono due le compagnie dei carabinieri, dunque, mobilitate in queste ore per fare luce sui colpi. Quella di Tricase, comandata dal capitano Alessandro Riglietti, indaga su Morciano di Leuca, mentre quella di Casarano, guidata dal capitano Clemente Errico, si sta occupando del caso di ieri sera a Racale.

l cristallo ha retto allo sparo

Erano le 21,20 quando i malviventi hanno raggiunto il Sisa. Il supermercato, però, era ormai chiuso. I malviventi visti in questo caso erano due, ma si presume che – esattamente come a Morciano -, il terzo complice li attendesse in auto, al volante della Capture. Il cristallo antisfondamento, però, ha resistito alla fucilata e a quel punto i rapinatori hanno desistito.

Attardarsi avrebbe alzato troppo il rischio di ritrovarsi i carabinieri alle calcagna, con un possibile conflitto a fuoco.  Così hanno ripiegato per una zona di campagna, dove bruciare l’autovettura, per poi essere inghiottiti nel buio della notte. Dentro hanno abbandonato anche il fucile canne mozze, che è stato sequestrato.

Acquisite le immagini di videosorveglianza

I carabinieri della stazione di Racale e della compagnia di Casarano hanno intanto acquisito le immagini dei sistemi di video sorveglianza. Forse sono con quelli si potrà sperare di identificarli. Va detto che oltre ai passamontagna, indossavano anche guanti. Quindi, difficile che abbiano lasciato impronte in quello che è rimasto dell’autovettura e del fucile, dopo il rogo.

Perché abbiano abbandonato l’arma, si può solo ipotizzare. Forse la decisione di bruciare la Capture è stata un’idea improvvisata e i rapinatori non avevano quindi un’altra auto per la fuga. Potrebbero essersela svignata a piedi, dovendo però sbarazzarsi del fucile, troppo vistoso e impossibile da nascondere.