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martedì, agosto 14, 2018
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Tensione in caserma: s’incatena al volante dell’auto sequestrata e minaccia di dar fuoco

L’uomo ha preteso di riavere l’auto sequestrata nell’ambito di un procedimento penale per truffa: l’azione è stata fermata solo con l’immobilizzazione del soggetto e l’arresto successivo.

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Si è incatenato al volante dell’autovettura, minacciando di appiccare le fiamme. Per circa due ore ha tenuto tutti sotto scacco. E l’ha fatto nel cortile della caserma dei carabinieri di Martano, dove oltre ai militari, anche il suo avvocato e i figli hanno tentato di farlo ragionare. Ma alla fine, si è dovuto agire con la forza, anche con l’aiuto dei vigili del fuoco.

Una mattinata davvero frenetica, quella di oggi, nel comune griko, terminata con l’arresto dell’uomo: Alfredo De Mitri, 68enne pensionato martanese, noto alle forze dell’ordine. Si trova al momento ai domiciliari.

Tutto ha avuto inizio quando De Mitri è stato chiamato presso la stazione martanese in seguito a una notifica pervenuta dalla stazione di Lecce Principale dei carabinieri. Si trattava di un decreto di sequestro dell’autovettura intestata al figlio, disposto dalla Procura di Lecce nell’ambito di un procedimento penale per truffa.

Un’azione repentina

De Mitri, in particolare, è stato invitato in caserma per ritirare gli oggetti personali contenuti nell’auto. Ma doveva probabilmente aver già pianificato tutto, perché all’improvviso, proprio mentre stava scaricando alcuni oggetti, con una rapida mossa ha sorpreso tutti, incatenandosi al volante. Per poi iniziare a dettare le condizioni. Ha preteso la revoca del provvedimento o la restituzione di un’altra autovettura da lui data in permuta per l’acquisto di quella sequestrata. E per dare più enfasi alle richieste e far capire che non stava affatto scherzando, ha minacciato anche di incendiare l’auto nella quale si trovava usando un solvente contenuto in una piccola tanica, che però gli è stata subito sottratta dai carabinieri.

Inutile ogni mediazione

La vicenda si è però protratta ancora a lungo. Tanto che a Martano si sono recati anche i comandanti delle due compagnie dei carabinieri interessate, i capitani Flavio Pieroni da Lecce e Giorgio Antonielli da Maglie, accompagnato dal tenente Gaetano Piazza del Nucleo operativo radiomobile.

Per circa due ore i tre ufficiali hanno cercato di convincere l’uomo a desistere da propositi autolesionistici e dall’azione di protesta, ma senza esito. Anche i figli e l’avvocato dell’uomo, a un certo puto, si sono uniti al tentativo di calmarlo e farlo uscire.  E nel frattempo, in un clima di tensione crescente, sono arrivati anche vigili del fuoco e personale del 118.

Costretti a usare la forza

Alla fine, visti gli scarsi risultati, si è deciso di passare all’azione. De Mitri è stato immobilizzato e la catena tagliata dai vigili del fuoco. De Mitri non ha riportato lesioni e ha anche rifiutato il trasporto in ospedale per accertare il suo stato di salute. E’ stato giusto visitato sul posto e poi accompagnato in casa dai carabinieri, ma per restarvi, in quanto agli arresti domiciliari.