Il Salento è ancora una terra per lupi

Un'assenza durata un secolo. Cinque animali avvistati nelle campagne intorno a Otranto. Gli esemplari probabilmente sono arrivati dalla Murgia

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«Abbiamo la conferma scientifica che il lupo sia tornato nell’area idruntina». C’è certezza nelle parole di Nicola Panico, presidente del Parco Regionale Costiero «Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase». È stato proprio l’ente a commissionare a un gruppo di naturalisti lo studio sulla eventuale presenza dell’animale all’interno dell’area protetta. Un lavoro durato tre anni e condotto in maniera scrupolosa dal pool di studiosi composto da Giacomo Marzano, Francesca Crispino, Giacomo Gervasio e Michela Rugge. E che ha sancito la presenza del «canis lupus» nelle campagne attorno a Otranto, dalle Orte alla Palascia, passando da Sant’Emiliano e scendendo sino a Porto Badisco. Zone queste ricche di vegetazione, selvaggina e greggi.
«Già dal 2014 – ricorda il presidente del Parco – abbiamo avuto segnalazioni di avvistamenti dell’animale e notizie di attacchi a pecore». Almeno tre gli «agguati» tesi dai lupi, almeno 40 le pecore abbattute nel corso degli attacchi.

«In particolare – aggiunge il presidente Panico – in un’occasione le telecamere di videosorveglianza di un agriturismo idruntino hanno ripreso un episodio molto cruento a danno di un gregge. Un animale che un primo momento non siamo riusciti a identificare, ma che ci “imposto” di indagare su cosa stesse accadendo».
Scartata l’ipotesi che si trattasse di un esemplare di cane particolarmente feroce, magari appartenente a una di quelle razze provenienti dall’Est Europa, si è fatta avanti quella che si trattasse di un lupo. Da qui, la scelta del Parco Regionale di affidare uno studio a degli esperti. Appostamenti, rilievi e l’aiuto fondamentale di alcune fototrappole disseminate nelle zone delle segnalazioni. E il risultato non si è fatto attendere.

Le apparecchiature hanno infatti fotografato diversi esemplari di lupi: tra questi, un cucciolo di almeno un anno e due maschi adulti ripresi in aree prossime ad allevamenti, pascoli e aziende zootecniche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati di recente su Biodiversity Journal, tra le più importanti riviste del panorama scientifico nazionale. Nel corpo dell’articolo si fa riferimento a sei avvistamenti per tramite delle fototrappole registrati dal dicembre 2015, quando un lupo attacca una pecora, e il settembre 2016 con tutta una serie di passaggi del canis lupus in uliveti, vitigni e zone incolte. La conferma ufficiale del ritorno dell’animale nel Salento. Che da queste terre mancava da almeno un secolo.

«Avuta contezza della presenza del lupo – sottolinea il presidente del Parco Regionale “Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, Nicola Panico – l’ente si muoverà in due direzioni distinte». Da una parte c’è da garantire un ristoro economico a chi dimostri di avere subìto danni dall’azione dell’animale. «Il nostro statuto prevede che bisogna garantire un risarcimento a proprietari terrieri e allevatori che abbiano avuto problemi a causa dei vincoli imposti dal Parco, così come quelli derivanti dalla presenza sul territorio di specie protette di flora e di fauna».
Tutti gli episodi segnalati verranno valutati con attenzione e poi si darà notizia alla Regione Puglia. «Alla quale spetterà garantire la dovuta copertura economica per gli eventuali rimborsi, atteso che – continua Panico – il Parco non può farsi carico sul proprio bilancio dei ristori». D’altro canto, obiettivo primario deve essere anche quello di tutelare la presenza del canis lupus nel Salento. «Auspicabile – aggiunge il presidente dell’ente Parco – sarebbe partire con la redazione di un Piano di gestione della specie sul modello, ad esempio, su quanto è stato fatto nel area regionale protetta dell’Alta Murgia». Un’attività che permetta di garantire all’animale l’habitat ottimale nel quale vivere e la sicurezza a persone e bestiame.

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