Nuovo padiglione per 200 detenuti, i sindacati: “Basta sacrifici, dateci uomini”

Sei sigle sindacali denunciano la cronica carenza di organico, ma anche il trasferimento di un detenuto che proprio a Lecce aveva provato a suicidarsi

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Sei sigle sindacali chiedono un intervento immediato del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per la revisione, al rialzo, della pianta organica nel carcere di Lecce. L’annosa questione si ripropone all’indomani di una vicenda che ha creato un profondo, ulteriore motivo di malessere tra gli agenti in servizio ma anche in previsione dell’apertura di un nuovo padiglione per un regime di media sicurezza: “Dateci più uomini o sfollate i detenuti in eccesso”, questo, in poche parole il messaggio.

Nelle scorse ore, infatti, è stato tradotto da Genova un detenuto, affetto da patologia psichiatrica, che ad aprile aveva tentato il suicidio, quasi riuscendoci, nell’istituto salentino. In quell’occasione fu rianimato da un agente e dal personale medico presente nell’apposito reparto di osservazione psichiatrica. Prima ancora l’uomo si era reso protagonista di varie aggressioni nei confronti degli agenti e del personale medico e il comportamento violento lo ha ribadito nel primo giorno della nuova detenzione, maturata per essere evaso da una comunità presso il capoluogo ligure. La decisione di riportarlo nel Salento, proprio dove ha tentato di togliersi la vita, viene fortemente contestata dai sindacati che dununciano il pericolo attuale per il personale oltre che per lo stesso detenuto.

Sappe, Uil, Sinappe, Uspp, Cgil e Cisl hanno dato appuntamento ai cronisti, questa mattina presso il penitenziario di Borgo San Nicola dove è giunto anche il segretario cittadino della Lega, Mario Spagnolo, nella speranza di far arrivare per le vie brevi ai livelli governativi il malcontento dal capoluogo salentino. Il partito di Salvini, del resto, è da tempo molto presente nelle questioni dell’amministrazione penitenziaria e ora, logicamente, ci si aspetta che dalle parole si passi ai fatti. Giusto tre settimane addietro, una delegazione leghista composta dai parlamentari Marti e Sasso, dal segretario regionale Caroppo e da quello provinciale, Calò, aveva effettuato una visita nel carcere di Lecce prendendo atto della situazione e impegnandosi a segnalare al ministero della Giustizia l’urgenza di interventi migliorativi.

Un altro elemento di preoccupazione è dato dalla prossima apertura, probabilmente a settembre, del nuovo padiglione per 200 detenuti all’interno del penitenziario. I sindacati rivendicano una tempestiva integrazione dell’organico. Al momento sono 999 i detenuti e 550 gli agenti in servizio (numero complessivo, al netto di ferie e malattia). Per far fronte alla nuova struttura ci vorrebbero altre 150 unità, dicono i sindacati che sottolineano come, nel corso degli anni, le previsioni di pianta organica siano state sistematicamente riviste al ribasso: da 766 nel 2001 a 581 nel 2017. I concorsi previsti, ricordano, servono a malapena a colmare i pensionamenti.