Muore a 37 anni dopo un intervento alla gamba, indagati tre medici

Sarà un’inchiesta ad accertare le cause del decesso di uomo di Ugento. “Iscritti” sul registro del pm i sanitari che lo ebbero in cura. Fissata per martedì l’autopsia

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Muore sette mesi dopo aver subito un intervento alla gamba. Starà alla magistratura accertare se nel decesso di quest’uomo, un 37enne di Ugento; avvenuto il 21 luglio scorso, ci siano state responsabilità da parte dei medici che lo ebbero in cura. E’ quanto dovrà accertare l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Stefania Mininni che, dopo aver valutato la denuncia sporta dai familiari dell’uomo e le cartelle cliniche, ha iscritto tre camici bianchi sul registro (per omicidio colposo). Si tratta di un atto dovuto per consentire agli stessi indagati di partecipare ad atti irripetibili come l’autopsia che sarà svolta martedì dal medico legale Alberto Tortorella e dallo specialista in anestesia e rianimazione Salvatore Silvio Colonna.

Stando alla querela sporta dalla famiglia (assistita dagli avvocati Luigi, Alberto e Arcangelo Corvaglia), il loro congiunto avrebbe subito un calvario. Tutto è cominciato nei primi mesi dello scorso anno, per dei piccoli fastidi alle gambe, in particolare quella sinistra, dove erano comparsi rossori e modeste perdite di sangue, e rispetto ai quali gli era stata consigliata l’applicazione di una pomata. Le cose però sarebbero peggiorate col passare del tempo.

Un esame strumentale eseguito nel pronto soccorso dell’ospedale di Tricase avrebbe consentito di individuare una lesione ulcerativa all’arto curata per mesi con medicazioni e bendaggi, rivelatisi però inefficaci. Tant’è che, a dicembre, su consiglio dei medici, l’uomo si è sottoposto a un intervento chirurgico per non rischiare l’amputazione dell’arto. Dopo l’operazione, il paziente ha seguito una terapia farmacologica e si è recato in ospedale per le medicazioni. Ma i dolori avrebbero continuato a non dargli tregua e sarebbero comparse alcune macchie motivate dai sanitari con l’abuso di antidolorifici.

Fatto sta che la situazione è precipitata il 21 luglio scorso: trasportato d’urgenza in ambulanza presso l’ospedale di Casarano, il 37enne era in condizioni così gravi che a nulla sono valsi i tentativi di strapparlo alla morte. I medici sono difesi dagli avvocati Vincenzo Venneri, Paolo Rizzo, Sabrina Conte e Vincenzo Scalini.