Il ministro tra ulivi seccati e produttori esasperati: “Xylella problema nazionale”

Gian Marco Centinaio prima a Cannole e Presicce nei campi delle sperimentazioni e poi in prefettura per incontrare associazioni, sindacati, amministratori locali

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La visita del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali per toccare con mano la diffusione del disseccamento degli ulivi, si è chiusa con una promessa, quella di pigiare sull’acceleratore, anche con le eradicazioni, perché la presenza della xylella, ha detto, è oramai un problema nazionale e non quello di un “paesello del Salento”. Gian Marco Centinaio, che dalle istituzioni europee ha già recepito un giudizio molto severo quanto a incapacità dell’Italia di affrontare la questione, ha voluto toccare con mano la consistenza del fenomeno e per questo ha accettato l’invito che il presidente della Regione, Michele Emiliano, gli aveva rivolto nelle scorse settimane.

Il ministro leghista si è recato in mattinata a Cannole e a Presicce dove sono in corso alcune ricerche sul campo; nel primo comune è stata portata a termine su ulivi infetti una sperimentazione con nebulizzazione con zinco, rame che ha prodotto risultati soddisfacenti nella riduzione della carica batterica; nel secondo si testa la tenuta di alcune varietà che si sono dimostrate più resistenti al batterio e che, tramite innesti, potrebbero venire in soccorso delle cultivar più bersagliate. Del resto, secondo Emiliano, le due tipologie di intervento sono complementari per garantire da una parte la tenuta della produttività anche in zona infetta e dall’altra evitare le eradicazioni almeno degli ulivi monumentali.

A seguire, presso la prefettura di Lecce, Centinaio ha incontrato rappresentanti del mondo scientifico, produttivo, sindacale e politico-istituzionale, percependo, salvo qualche isolato caso, la necessità di procedere con risolutezza nel tentativo di arginare l’avanzata del disseccamento e di garantire la sopravvivenza del comparto olivicolo pugliese.

Tra gli interventi quello del sindaco di Acquarica del Capo, che è anche agronomo e imprenditore del settore, Francesco Ferraro, che ha invocato una “pace istituzionale” per iniziare a dare risposte ai cittadini esasperati dall’inconcludenza e dal senso di impotenza che si percepisce da quando è emersa la questione in tutta la sua gravità; il primo cittadino di Lecce, Carlo Salvemini, ha evocato un patto tra istituzioni politiche e scientifiche per scongiurare il rischio di paralisi che già in passato, quando forse il tempo ci sarebbe stato, ha bloccato le misure di contenimento predisposte per i primi focolai di xylella. Il sindaco di Presicce, Riccardo Monsellato, ha chiesto procedure rapide per le eradicazioni, paventando una questione di ordine pubblico dovuta all’esasperazione di agricoltori e imprenditori olivicoli.

In controtendenza il consigliere Crocifisso Aloisi, che nel Comune di Galatone ha la delega all’agricoltura e che ha ricordato come i dati ufficiali sulle analisi di laboratorio diffusi negli anni abbiano segnalato sempre percentuali irrisorie di alberi infetti a fronte di quelli monitorati, chiedendo a Centinaio di non fidarsi di chi parla di semplice osservazione visiva per documentare la batteriosi e esortandolo a non etichettare come negazionisti coloro che nutrono dei dubbi sul nesso tra xylella e disseccamento degli alberi.

Centinaio, sul punto, era stato molto sarcastico dicendo di non voler certo credere a coloro che pensano di salvare gli alberi abbracciandoli o con l’acqua santa, senza risparmiarsi un riferimento alle fake news e ai “soloni della comunicazione” che sulla rete spopolano dicendo che la xylella non esiste senza mai aver avuto contezza reale del problema. Le parole del ministro sono chiaramente suonate come una risposta ufficiale alle esternazioni del fondatore del M5S, Beppe Grillo, che sul proprio blog aveva accolto un articolo della giornalista Petra Reski nel quale si mette in discussione proprio il nesso di causa effetto tra batterio e disseccamento, imputando quest’ultimo più all’utilizzo pluridecennale e dissenato di prodotti chimici”.

L’eurodeputato Raffaele Fitto ha ricordato la proposta appena avanzata con il collega Paolo De Castro di una misura da circa 100 milioni di euro da inserire nel piano di sviluppo rurale per eradicazioni e ripopolamento e che sarà oggetto di un incontro, lunedì prossimo, con il governatore Emiliano a Bari dopo aver avuto il via libera del ministro e dei commissari europei interessati, quello all’Agricoltura e quello alla Salute.

Ristori alle aziende: 900mila euro sul territorio leccese

Intanto, in tema di ristori, la giunta comunale leccese ha approvato la variazione di bilancio che consentirà a 37 aziende olivicole di ricevere somme a titolo di riconoscimento del danno per un totale di 894mila euro per il periodo compreso tra gennaio del 2014 e giugno del 2015.

“Ringrazio l’Ufficio Agricoltura del Comune per il grande lavoro svolto per istruire le pratiche, verificare i requisiti dei richiedenti e per il lavoro che svolgeraà per l’erogazione dei fondi – ha commentato l’assessore alle Attività Produttive Paolo Foresio – Siamo uno dei primi Comuni a poter dare risposte alle aziende agricole colpite da questo dramma e sono sicuro che i fondi dei quali potranno beneficiare saranno cruciali per riorganizzare attività fortemente colpite da una fitopatia che per molte di loro è stata quasi fatale”.