Manifestazione di Protesta per la discarica Burgesi di Ugento

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Ugento – Emergenza rifiuti nella discarica di Burgesi, a Ugento. Stamattina, sin dalle 7, un presidio composto dai sindaci dei Comuni di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, rispettivamente Massimo Lecci, Francesco ferraro e Salvatore Monsellato, insieme a numerosi cittadini e associazioni, sta bloccando l’ingresso all’ impianto di biostabilizzazione dei rifiuti ai camion che dovrebbero conferire nella discarica di Cavallino. Di ieri sera è giunta la notizia della decisione adottata dall’Agenzia regionale per i rifiuti, con il commissario Gianfranco Grandaliano, per dirottare i rifiuti di ben 31 comuni verso le discariche di Poggiardo e Ugento-Burgesi. Alla base della decisione la mancata presentazione di adeguate garanzie finanziarie da parte della società che gestisce l’impianto di Cavallino. Da ciò la decisione assunta dalla Regione. A Burgesi la mobilitazione rischia di andare avanti a lungo, con un vero e proprio presidio, in attesa di risposte certe da parte del Prefetto.

La mobilitazione e la protesta annunciata c’è stata e solo in tarda mattinata alcuni degli auto compattatori, giunti in prossimità dell’impianto di biostabilizzazione di località Burgesi, ad Ugento, hanno potuto  procedere con il conferimento dei rifiuti. Un sit in e un blocco pacifico, con in testa i sindaci dei Comuni di Ugento (Massimo Lecci), Presicce (Riccardo Monsellato) e Acquarica del Capo (Francesco Ferraro), e con la presenza di consiglieri comunali e cittadini delle comunità del basso Salento, si è svolto fin dalle prime ore del mattino all’ingresso dell’impianto e dell’annessa discarica ugentina. I camion provenienti da fuori ambito sono stati costretti a fermarsi. Si tratta dei mezzi delle aziende di igiene urbana rivenienti dai paesi dell’ex Ato Lecce 1 (e in parte anche dai comuni brindisini di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni e Mesagne) per i quali il commissario dell’agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano, ha disposto il temporaneo conferimento presso gli impianti di Ugento e Poggiardo dopo la disposizione della Regione di sospendere l’arrivo dei rifiuti presso l’impianto di Cavallino.

Il nodo che ha fatto scoppiare la nuova grana rifiuti nel periodo natalizio è riconducibile alla mancata presentazione da parte della società “Ambiente&Sviluppo”, che gestisce la piattaforma di Cavallino, delle adeguate garanzie finanziarie per le attività di post gestione dell’impianto e a causa di una fideiussione che gli uffici regionali non hanno ritenuto valida. Da qui il blocco delle attività a Cavallino: la Regione infatti ha deciso di interrompere il conferimento dei rifiuti dei 31 comuni del nord Salento (27 quelli leccesi) e ha invitato l’agenzia dei rifiuti a ridistribuire i quantitativi raccolti dirottandoli anche in altri impianti e in particolare in quello di Burgesi e in quello di Poggiardo. Il tutto mentre già in queste ore una nuova bozza e un nuovo schema di polizza fideiussoria, presentata da Ambiente&Sviluppo verrà analizzata dagli uffici regionali che dovranno valutare se concedere il via libera alla riapertura dell’impianto di Cavallino. Situazione che in un modo o nell’altro dovrà sbloccarsi, alleggerendo il peso che grava ora su Burgesi e Poggiardo, perché anche in caso di bocciatura delle nuove garanzie  finanziare l’impianto dovrà essere restituito dalla ditta concessionaria e affidato ad un nuovo gestore che dovrà garantirne il funzionamento. Le comunità di Ugento, Presicce e Acquarica del Capo questa mattina, per voce dei loro sindaci, hanno espresso tutta la loro contrarietà ad accogliere i rifiuti provenienti dai comuni che tradizionalmente conferiscono a Cavallino a Burgesi essendo la situazione dell’impianto e della discarica ancora da bonificare e mettere in sicurezza, già abbondantemente al collasso.

Da qui la protesta che per buona parte della mattinata ha concesso l’accesso e il conferimento dei rifiuti sono agli auto compattatori provenienti dai Comuni che già sono autorizzati ad utilizzare l’impianto di località Burgesi. A vigilare sulla situazione i carabinieri della stazione di Ugento e della compagnia di Casarano, la polizia del commissariato di Taurisano e la polizia locale. Solo in tarda mattinata la situazione si è in qualche modo placata e anche gli altri compattatori hanno potuto iniziare a conferire i rifiuti sulla scorta degli accordi intercorsi tra le amministrazioni comunali, la prefettura e la Regione. Un accordo sul quale i sindaci e la comunità del Sud Salento non hanno intenzione di concedere ulteriori proroghe: sino al prossimo 9 gennaio, ma possibilmente anche prima, i rifiuti dei comuni del Nord Salento saranno solo trattati ad Ugento, mentre lo scarto finale dovrà avvenire in una discarica del tarantino. Certo i costi lieviteranno, ma le comunità del Sud Salento non hanno intenzione di arretrare di un passo dalle loro posizioni “avendo già abbondantemente” dato sostrato, negli anni, all’emergenza rifiuti del Salento e della Puglia. Parla di “totale incapacità della sinistra che governa la Regione da oltre 12 anni che raggiunge l’apice nel settore dei rifiuti, specie nel Salento dove la situazione è al collasso” il deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera che è intervenuto proprio sul caso Burgesi e sulla protesta di sindaci e comunità nel basso Salento.

La decisione della Regone di conferire i rifiuti di ben 31 comuni salentini a Ugento e Poggiardo senza preavviso, senza alcun previo coinvolgimento dei sindaci e, soprattutto, senza ritenere di dover dichiarare lo stato di emergenza, così dando una giustificazione alle ordinanze di migrazione dei rifiuti da un impianto all’altro, è inaccettabile” lamenta Palese, “siamo in evidente emergenza per colpa dei Governi  di sinistra che in dodici anni non hanno saputo fare altro che alimentare corruzione e criminalità, svuotare  le tasche dei cittadini contasse rifiuti triplicate e riempire quelle dei privati proprietari di discariche e di impianti, con enormi danni economici ed ambientali. Piena solidarietà a qualunque iniziativa vogliano assumere i sindaci di Ugento, Acquarica e Presicce e un accorato appello al prefetto di Lecce affinché riporti al Governo la situazione di enorme disagio e solleciti la Regione Puglia  ad intraprendere azioni mirate a governare il settore posto che ad oggi il ciclo dei rifiuti in Puglia non è chiuso e si basa esclusivamente sull’utilizzo di impianti privati che vanno di proroga in proroga da tempi immemorabili.