Litiga con la fidanzata e la ferisce con 7 coltellate: prima nega, poi crolla in caserma

È accaduto intorno a mezzanotte a Morciano di Leuca: alla base del bisticcio futili motivi.

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E’ crollato dopo circa due ore di interrogatorio, dinanzi ai carabinieri della stazione di Salve e i colleghi del Norm della compagnia di Tricase, che lo hanno sentito alla presenza del suo legale, l’avvocato Paolo Pepe. “Sono stato io”, ha detto schiacciato tra il rimorso e le lacrime, ultimo atto di una notte di follia in cui, probabilmente al culmine di un attacco di gelosia, si è scagliato contro la fidanzata e l’ha colpita con diverse coltellate alla schiena. Giorgio Vitali, 30enne di Morciano di Leuca, è finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio. La vittima, una ragazza di 26 anni, è ricoverata in prognosi riservata nell’ospedale “Panico” di Tricase, ha perso molto sangue ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

Il dramma è accaduto verso la 23 a Morciano di Leuca, in un’abitazione dei famigliari della vittima. La coppia stava trascorrendo insieme una domenica di fine estate, una serata apparentemente come tante altre. Poi, la lite, un classico tra fidanzati, che però è presto degenerata. Difficile capire o immaginare cosa sia scattato nella testa di un ragazzo di buona famiglia, senza alcun precedente, una vita tranquilla. Vitali ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito la 26enne più volte, lasciandola in una pozza di sangue. Subito dopo ha chiamato un’amica della ragazza, che ha subito allertato i soccorsi. Sul posto, in pochi minuti, è giunta un’ambulanza del 118, che ha trasportato d’urgenza la ragazza in ospedale, e i carabinieri.

Il 30enne è stato condotto in caserma. Inizialmente ha respinto ogni responsabilità, negando di aver trascorso la serata con la ragazza e raccontando di averla trovata a terra, con il corpo martoriato dalle ferite. Una tesi che da subito non ha convinto i militari. Incalzato dalle domande e posto dinanzi alle proprie responsabilità, il ragazzo ha ammesso di aver colpito la fidanzata, quando ormai la luce di un nuovo giorno si sostituiva a una notte segnata dalla violenza, destinata a segnare per sempre due giovani vite. Ai carabinieri sono bastate circa cinque ore per chiudere il cerchio di questo grave fatto di sangue.

Nel pomeriggio i carabinieri della stazione di Salve, dopo aver battuto a fondo l’intera zona, hanno rinvenuto il coltello utilizzato per il ferimento, anche grazie alle indicazioni fornite dall’arrestato. L’arma era stata buttata in un’area incolta nei pressi dell’abitazione dove sono avvenuti i fatti dal 30enne che, nel provare ad allontanarsi dal luogo del ferimento, l’ha gettata tre le sterpaglie.

 “Parlare di gelosia è riduttivo. Anche perché la gelosia fa parte dell’essere umano. Chi uccide o tenta di uccidere il proprio partner per “gelosia” è in realtà una persona che ha seriproblemi di relazione, che non ha chiaro il concetto di libertà dell’individuo, che vuole possedere l’altro”. Lo afferma il presidente dell’Ordine degli psicologi di Puglia, Antonio Di Gioia, in relazione al terribile fatto di cronaca accaduto a Morciano di Leuca, dove un ragazzo ha accoltellato la sua fidanzata durante un litigio.

“Non entro nel merito della vicenda, di cui conosco ben poco, e non mi permetterei di esprimere giudizi su un fatto dove sono ancora in corso indagini”, sottolinea Di Gioia. “Parlo in astratto su una fattispecie di episodio che purtroppo è all’ordine del giorno in Italia. In questi casi uno dei due partner, spessissimo l’uomo, ma non sempre, è convinto che l’altro sia di sua proprietà. Tu sei mio e pertanto ho il diritto di controllarti, di impedirti di fare cose senza il mio permesso o, peggio, di costringerti a fare ciò che voglio io. Siamo ben oltre la gelosia e in questo caso i sintomi sono ben evidenti già molto prima che accadano fatti gravi come quello di Morciano di Leuca. Le persone in questione vanno aiutate, il supporto psicologico può salvare tante vite. Ma occorre intervenire per tempo”. “Bisogna stare molto attenti a non confondere la volontà di possesso o, peggio, di dominio su un’altra persona con la gelosia”, aggiunge il presidente degli psicologi pugliesi, “che è tutto sommato qualcosa di naturale, quasi sempre la manifestazione della paura di perdere l’altra persona. Una paura umana, purché non nasconda una dipendenza. Ciò che non è invece naturale sono le reazioni causate dalla gelosia e quelle occorre imparare a controllarle. Anche in questo caso il supporto psicologico può dare una mano seria, per salvare non tanto vite quanto relazioni”.