Incubi di notte e ferite sul corpo dell’omicida di Noemi: inoltrata segnalazione alla Procura dei Minori

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SPECCHIA (Lecce) – Incubi di notte e lesioni sul corpo probabilmente per gesti di violenza inferti su se stesso nel sonno. Le condizioni psicofisiche di L.M., omicida reo confesso della fidanzata Noemi Durini, sono critiche. Talmente critiche che la direzione penitenziaria del carcere minorile di Quartucciu (istituto in provincia di Cagliari) ha inoltrato una nota alla Procura dei Minori di Lecce. L.M. non sta bene. Di recente, di notte, il 17enne di Montesardo salentino è stato assalito da incubi che hanno minato ulteriormente la sua stabilità mentale già messa a dura prova da un omicidio confessato. Come reazione istintiva il giovane si è autoinferto delle lesioni sul proprio corpo nel sonno. Sensi di colpa? L’ennesima prova di una personalità border line? Il giovane è stato sottoposto ad una terapia farmacologica e l’aggravamento delle condizioni psicofisiche è stato segnalato agli uffici inquirenti.

Al momento non si può escludere che la Procura dei Minori possa disporre il trasferimento del giovane in una struttura psichiatrica. Una decisione in tal senso potrebbe arrivare dopo gli esiti degli accertamenti sulla capacità di intendere e di volere avviati agli inizi di novembre con test psico-attitudinali e colloqui di un equipe di psicologi e psichiatri con il giovane che proseguiranno anche a metà mese. Sullo stato psico-fisico del 17enne è stata già da tempo depositata un’ampia documentazione sanitaria dalla difesa. L.M., nel solo mese di agosto, è stato sottoposto a tre tso.

Il 17enne è accusato di omicidio volontario aggravato con premeditazione per motivi abietti e
futili e di aver agito con crudeltà. Il delitto della studentessa di Specchia risale al 3 settembre scorso. Le dichiarazioni del fidanzato, dopo un’indagine condotta per circa dieci giorni dai carabinieri di Specchia e dai colleghi del Nucleo investigativo, hanno consentito di chiudere il cerchio sulla scomparsa della ragazzina allontanatasi da casa e mai più rientrata. L.M., così come raccontato dallo stesso giovane, si presentò presso l’abitazione della fidanzata a bordo
dell’auto di famiglia all’alba del 3 settembre. Subito dopo raggiunsero un appezzamento di campagna alla periferia di Castrignano del Capo dove il 17enne uccise Noemi con una coltellata per poi nascondere il cadavere sotto alcune pietre. Il giallo sulla scomparsa si concluse con l’epilogo più tragico nella tarda mattinata del 13 settembre quando i carabinieri ritrovarono il cadavere della studentessa.

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