Fiumi di cocaina per la movida gallipolina, 11 arresti

L'operazione "Amici miei" ha sgominato un gruppo criminale che gestiva un ingente traffico di stupefacenti.

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Ogni termine del lessico affettivo veniva utilizzato per riferirsi all’unico, grande, redditizio amore: la cocaina. E così il tenero “vagnone”, sta per “ragazzine” nel dialetto salentino, altro non era che la parola per indicare le confezioni di polvere stupefacente purissima. E poi c’erano gli immancabili “amici”, per denominare le dosi della stessa sostanza. E’ soltanto parte dello slang intercettato durante l’indagine condotta dalla Procura antimafia, sfociata in un blitz alle prime luci dell’alba: undici arresti per traffico di droga con base a Taviano e ”piazza” gallipolina dalle 4 e mezzo di questa mattina. Il blitz, denominato “Amici miei”, si è tradotto in tre misure di custodia cautelare in carcere e otto agli arresti domiciliari, al termine di perquisizioni e sopralluoghi con il supporto dei cani delle unità cinofile e degli elicotteristi dell’Arma. A finire nei guai Vincenzo De Matteis, residente a Taviano, noto alle cronache locali anche un pregiudicato, condannato per omicidio nel 1995, elemento di spicco della Sacra Corona Unita e ritenuto in passato vicino al “Clan Troisi” operante sul territorio di Racale e comuni del circondario.

Oltre al 43enne, in manette anche Saimir Sejidini, 27enne nato in Albania e residente a Taviano; Klodian Shehaj, 36enne albanese anch’egli residente a Taviano. Si trovano ora invece ai domiciliari Luca Di Battista, 26enne nato a Terlizzi e residente a Mancaversa; Pasquale Di Battista, 32enne nato in Germania e residente sempre nella marina tavianese; Daniel Gjoci, 20enne, albanese residente a Taviano; Roxhers Nebiu, 27enne albanese residente a Melissano; Gilberto Perrone, 22enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Domenico Scala, 21enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Enri Shehaj 25enne albanese residente a Rutigliano. Rrapush Tafa, 25enne albanese e residente a Racale, si trova all’estero dopo il decreto di espulsione eseguito nel febbraio del 2018.

L’indagine è stata eseguita nell’arco temporale compreso tra il mese di novembre del 2016 e quello di giugno del 2017. Coordinata dal sostituto procuratore Alessio Coccioli, l’attività investigativa ha visto impegnati i militari della compagnia di Gallipoli, guidati dal capitano Francesco Battaglia. Appostamenti, perquisizioni, arresti in flagranza di reato fino a giungere alle misure di custodia cautelare disposte nelle ultime ore – dal gip del Tribunale di Lecce Simona Panzera- alle quali si somma anche il sequestro preventivo di cinque veicoli. L’organizzazione con “sede” a Taviano, era specializzata nel rifornimento, taglio e distribuzione di cocaina, destinata ai paesi limitrofi come Racale, Alezio, Alliste e, soprattutto, il redditizio mercato gallipolino.

Durante le indagini, i carabinieri hanno registrato migliaia di cessioni di dosi, poi documentate e rimaste agli atti. Il modus operandi era quello noto come “Drug and drive”, ovvero lo scambio della droga dai finestrini di due auto accostate, quasi sempre in luoghi bui e lontani da luoghi di passaggio. Sia a gennaio che ad aprile del 2017, i carabinieri del Nucleo operativo gallipolini sono riusciti ad individuare i nascondigli della cocaina, sequestrando rispettivamente 30 di quelle cipolline e 400 grammi nel secondo. In quest’ultimo, scattarono le manette per tre, in flagranza di reato. Le “cipolline”, così chiamate dagli stessi “soci”, erano del peso di 0,5 grammi e venivano vendute al prezzo di 60 euro l’una. Il business della droga, secondo l’importo stimato dall’Arma, sfiorerebbe i 350mila euro.