Esce dal carcere e incarica complice di bruciare l’auto dell’ex moglie: incastrato e arrestato

Un 44enne di Specchia, già arrestato per maltrattamenti ai danni dell’ex, avrebbe commissionato a un complice l’incendio doloso della vettura della donna: le indagini lo hanno incastrato.

4639

Si riaprono le porte del carcere per Giovanni Perdicchia, 44enne di Specchia, nuovamente arrestato per maltrattamenti contro familiari e conviventi: l’uomo, infatti, già lo scorso 17 aprile era finito in manette per lo stesso reato, salvo poi ottenere dall’autorità giudiziaria gli arresti domiciliari. Una misura che, però, non lo ha fatto desistere dai suoi propositi persecutori nei confronti dell’ex moglie, portandolo anzi a commissionare l’incendio della vettura della donna.

Ma questa volta le indagini e le ricostruzioni dei carabinieri, anche con l’ausilio delle telecamere, lo hanno incastrato e lo riportano di nuovo in carcere. Il provvedimento odierno, infatti, scaturite dall’attività dei carabinieri di Specchia subito dopo l’incendio doloso ai danni di una Renault Kadjar bianca, utilizzata dalla moglie, il 24 maggio scorso.

La paternità del rogo è stato subito attribuita al 44enne, visto che l’uomo, nonostante si trovasse ai domiciliari, aveva continuato la sua condotta persecutoria e denigratoria a mezzo social network ai danni della donna che lo aveva denunciato.

A scopo di intimidire ulteriormente la vittima, l’uomo avrebbe dato mandato a un 47enne di Andranno, sottoposto dal 16 giugno scorso a custodia cautelare in carcere per altro reato, di incendiare l’auto della donna in cambio di una modesta somma di denaro, tramite un terzo soggetto, un 29enne di Specchia.

Con l’analisi incrociata di svariati filmati di videosorveglianza, delle sommarie informazioni testimoniali, dei tabulati telefonici dei tre soggetti coinvolti, si riscontravano incontrovertibili elementi di colpevolezza a carico di Perdicchia e dei suoi complici. In particolare, le videoriprese private acquisite da alcune postazioni situate nei comuni di Specchia e Tricase riprendevano in orari compatibili all’innesco dell’incendio l’autore, a bordo di autovettura Fiat Panda di colore bianca, presa a noleggio il pomeriggio del 23 maggio a Tricase, antecedente la notte del rogo, e riconsegnata un paio di giorni dopo presso stesso autonoleggio.

Questi elementi, insieme ai tabulati e alle dichiarazioni di persone sentite in qualità di testimoni, inchiodavano la persona quale utente della vettura e quale esecutore materiale dell’incendio, e l’ex marito della donna come mandante.

Nel corso della perquisizione domiciliare, il 44enne veniva inoltre trovato nella disponibilità 7,50 grammi di “marijuana” e denunciato. Dopo le formalità di rito, veniva condotto nel carcere di Lecce.