Donna trova lavoro al Nord, ma l’ex marito le proibisce di portare anche la figlia

La vicenda, in un paese del Salento, riguarda una 12enne. Uno dei numerosi casi in cui non è escluso si possa profilare l’abuso di potere

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Apparentemente una vicenda come le altre. Una storia dei giorni nostri che vede protagonista la figlia di due genitori separati (di un comune di cui omettiamo il nome, nel rispetto e nella tutela della famiglia). Ma raccontando il dramma di un singolo, spesso è come raccontare quello dei tanti. Un rientro a scuola all’insegna della tristezza quello di una ragazzina di poco più di 12 anni, tornata tra i suoi compagni e tra i banchi delle medie senza la madre. La donna, infatti, da qualche mese, si è infatti trasferita da un paese del Salento nell’hinterland milanese, dove ha finalmente trovato un lavoro che le piace e che le offre un contratto a tempo indeterminato.

Una grande occasione che le ha anche consentito di prendere una casa in affitto, ma che le ha al contempo fatto “perdere” la figlia, lungo le migliaia di chilomteri della burocrazia. La ragazzina, che ha sempre vissuto con la propria madre e con i nonni materni dopo la separazione e il divorzio dei genitori, era già pronta per la nuova avventura in Lombardia. Tanto da aver già scelto i mobili per la sua nuova cameretta. Ma, al momento di sottoscrivere il nullaosta, il padre le ha impedito di partire assieme alla madre.

Un diniego pesante come un macigno che ha costretto la ragazzina a restare nel Salento, contro la sua stessa volontà. Secondo l’articolo 315 bis del Codice civile, genitori e autorità giudiziaria sono tenuti ad ascoltare i minorenni circa i propri desideri, qualora abbiano superato i 12 anni d’età. Il fatto che non siano ancora maggiorenni non comporta dunque l’esclusione dai processi decisionali. Per quanto nobili possano essere le motivazioni che adducono un padre (o in molti casi le madri) nell’ostacolare cambiamenti o trasferimenti, lo scotto da pagare è sempre per il figlio non ascoltato.

É quanto accaduto allla piccola studentessa, da tre giorni rientrata nella “vecchia” scuola, ma contro il suo volere.  Da sempre in simbiosi con la madre (così come il fratello maggiore ha invece vissuto col padre e con il suo nuovo nucleo familiare), la 12enne se ne sta ora malinconica e arrabbiata, lontana da chi l’ha educata e cresciuta, riponendo tutte le sue speranze nell’udienza che si terrà davanti al giudice il prossimo 22 ottobre, a seguito del ricorso presentato dall’avvocata che assiste la madre della minore.