Discariche abusive nelle riserve e rifiuti sulle spiagge: la via crucis del litorale

Abbandoni indiscriminati anche in zone protette, materiali che si accumulano sulla battigia e che provocano le proteste dei bagnanti. Tra contenziosi e inciviltà, verso un provvedimento tampone per l'estate

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Una discarica abusiva diffusa, piena di materiale di risulta e rifiuti di provenienza domestica, proprio nella zona dove nidificano esemplari di Cavaliere d’Italia, uccello acquatico dal becco nero lungo e sottile. L’ennesimo scempio nelle marine leccesi grida ulteriore vendetta perché dimostra quanto l’inciviltà si accanisca anche contro le aree che avrebbero bisogno di maggiori tutele.

Ufficio ambiente al lavoro

Le segnalazioni di alcuni villeggianti nella marina di Spiaggiabella, ricadente nell’area del parco Paludi e Bosco di Rauccio, hanno ora interessato l’ufficio Ambiente del Comune di Lecce. L’assessore Carlo Mignone, che pochi giorni addietro aveva diffuso il bilancio parziale dell’attività di controllo effettuata con le fototrappole in punti sensibili del litorale, ha assicurato che l’analisi delle immagini sta proseguendo: “Ovviamente la lotta agli abbandoni continua quotidianamente – ha dichiarato – e molti di questi incivili hanno le ore contate prima di ricevere una sanzione a casa. Inoltre con Monteco l’ufficio Ambiente sta procedendo quotidianamente alla bonifica di diversi siti sparsi su tutto il territorio comunale, dando la precedenza in questo periodo alle marine”.

Lamentele anche per la sporcizia

Ma dalle marine leccesi arrivano anche altre lamentele riguardo la pulizia del litorale: da Torre Chianca a San Cataldo alcuni cittadini lamentano la mancata pulizia dell’arenile dove rifiuti, soprattuto di plastica si sono ammassati sulla battigia: bisogna dire che nella giornata di domenica situazioni simili si sono verificate a Frassanito, in territorio di Otranto, e in altre località della costa adriatica che sono più esposte ai capricci delle correnti settentrionali.

Per quanto riguarda il litorale del capoluogo c’è un problema di fondo, però, ed è legato all’affidamento del servizio: una gara per svolgere il servizio per 43 mesi, fatta oltre un anno addietro e aggiudicata a ottobre, è sospesa per un contenzioso amministrativo tra le ditte per le verifiche dell’Agenzia delle Entrate su alcune anomalie rispetto ai requisiti richiesti.

Si procede con soluzioni per tamponare

Intanto si è proceduto ad un affidamento durante il quale il servizio è stato effettuato almeno una volta al mese fino alla metà di maggio ed è stata poi bandita una seconda gara per coprire il periodo estivo: in questo caso due offerte su tre sono state valutate anomale dalla commissione perché caratterizzate da un eccessivo ribasso (35 per cento). Domani, mercoledì, la giunta dovrebbe definire almeno momentaneamente la questione incaricando la terza e unica ditta rimasta in gioco che ha già effettuato dei sopralluoghi. L’obiettivo è procedere a un primo intervento entro il fine settimana.