Caso Samsara, interviene il sindaco di Gallipoli: “Il lido non chiuderà”

Il sindaco ha ammesso che il provvedimento della dirigente Poala Vitali contraddice l'iter intrapreso dall'amministrazione: "Aspetteremo la sentenza del Consiglio di Stato".

3287

Pronti a riavvolgere il nastro e gettare le basi per superare le difficoltà e le battute d’arresto dettate da alcuni numeri in lieve calo e lavorare al nuovo “Modello Gallipoli. Dopo i numerosi attacchi ricevuti, la città bella si sente ancora una volta “sotto attacco” e in una conferenza stampa congiunta il sindaco Stefano Minerva e gli operatori turistici rispondo in maniera univoca: “Basta fango e attacchi pianificati contro la città, nessuno tocchi Gallipoli”. Gli imprenditori e gli operatori turistici gallipolini siedono accanto al primo cittadino Stefano Minerva e, in una sala riunioni gremita, sono pronti a fare squadra per respingere i soliti “schizzi di fango” e l’assedio dichiarato contro il successo incontrastato di Gallipoli nel panorama turistico nazionale. Si ribadisce il trend positivo, comunque in linea con le ultime stagioni, di maggio e giugno, e si evidenzia un calo di quasi il 20 per cento delle fetta del turismo giovanile legato alla transumanza dei grandi eventi venuti meno nei locali di richiamo della movida.

Ma per un’analisi con dati concreti e reali bisognerà attendere la fine della stagione. Si è già convocato un tavolo tecnico per il 3 settembre prossimo con l’assessorato regionale la Turismo, guidato da Loredana Capone e si è preso le distanze da servizi giornalistici di caratura nazionale come quello di Antonello Caporale de il Fatto Quotidiano, che avrebbe raccontato in maniera definita “grottesca” una realtà gallipolina lontana dalla percezione degli operatori e degli amministratori gallipolini. Anche per questo il Comune ha deciso di non concedere più anche il patrocinio e il logo istituzionale della città all’evento previsto in questi giorni  per la presentazione del libro del noto giornalista. E poi il caso Samsara ancora in auge con la pubblicazione di una nuova ordinanza del dirigente del settore demanio che nel proseguo dell’iter istruttorio relativo alla decadenza  della concessione, oggetto ancora di responso al Consiglio di Stato (udienza di merito discussa il 7 giugno scorso, ma sentenza non ancora depositata) ha disposto la revoca dei permessi a costruire e della Scia degli anni precedenti imponendo alla società Sabbia d’Oro il ripristino dello stato dei luoghi entro venti giorni dalla notifica dell’atto. Tutto al momento congelato proprio in virtù del provvedimento originario ancora sub iudice e anche della volontà dichiarata e ribadita dall’amministrazione comunale e dal sindaco Minerva di non procedere a nessuna chiusura sino alla decisione  definitiva dei giudici amministrativi. “Non sapevo nulla del nuovo atto dirigenziale, ma il lido per ora non chiuderà”.

Minerva a difesa del Modello Gallipoli

“La nostra conferenza stampa nasce dalla voglia di difendere questa città, che va oltre al senso di appartenenza: siamo tutti gallipolini e viviamo in una città riconosciuta come la più grande meta turistica del Sud Italia. Una notorietà che, come ho detto in altre occasioni, ha suscitato antipatie messe poi in atto per affossare il nostro modello turistico che si è rivelato vincente negli anni” il preambolo del sindaco di Gallipoli che ha difeso a spada tratta i sacrifici amministrativi e imprenditoriali che hanno portato la città al top delle presenze turistiche negli anni passati.

“Ieri e nei giorni scorsi in molti hanno provato a mettere in discussione il modello Gallipoli, un modello che prova sempre a migliorarsi” incalza Minerva, “infatti quando dico ‘nessuno tocchi Gallipoli’ mi riferisco a coloro i quali non sono di Gallipoli e non conoscono gli sforzi di una classe imprenditoriale che negli ultimi vent’anni ha fatto, quelli che si sono sostituti alla politica senza portare risultati, quelli che criticano senza conoscere. Ritengo, dunque, di dover tutelare l’immagine della città tutta, dalle maldicenze e anche dagli articoli che denigrano una città e che raccontano una Gallipoli che non esiste. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità e chi di dovere risponderà comunque per vie legali”.