Case popolari, la svolta: tra i sette arrestati anche Monosi, Pasqualini e Torricelli

Eseguite dalla guardia di finanza nove ordinanze di custodia cautelare, nell'inchiesta che investe amministratori, dirigenti, funzionari del Comune. Avviso di garanzia per il senatore Roberto Marti

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Arresti domiciliari per dirigenti e politici del Comune di Lecce in seguito all’inchiesta sulle case popolari.Nove le persone colpite dal provvedimento (di cui due in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due con obblighi di dimora), indagati a vario titolo per reati di associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d’ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.

La Guardia di Finanza ha trasferito agli arresti domiciliari gli ex assessori della giunta Perrone, Attilio Monosi e Luca Pasqualini, il consigliere comunale Pd, Antonio Torricelli, il dirigente comunale Lillino Gorgoni e Andrea Santoro. Indagini anche sul senatore della Lega, Roberto Marti, per abuso di ufficio, falso e tentato peculato all’epoca dei fatti assessore alla Casa della Giunta guidata da Paolo Perrone.

L’ordinanza, che ha interessato, tra gli altri, amministratori pubblici pro-tempore e dipendenti della locale amministrazione comunale, è stata emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, in seguito ad apposita richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica nel mese di dicembre dello scorso anno nell’ambito di indagini svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce e riguardanti, secondo l’ipotesi di reato formulata dai magistrati, l’indebita assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore di soggetti non collocati nei posti utili della graduatoria, l’occupazione abusiva di alloggi resisi disponibili per l’assegnazione e l’illegittimo accesso a forme di sanatoria concesse in assenza dei requisiti richiesti. Condotte, che al momento non vedono coinvolti altri soggetti e che sarebbero state poste in essere per ottenere il consenso elettorale dei potenziali beneficiari dei pubblici alloggi.

Su ordine della Procura della Repubblica sono stati, inoltre, notificati 34 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti indagati per analoghe ipotesi di reato.

L’inchiesta partì nel 2012 con un esposto degli esponenti Pd Teresa Bellanova e Antonio Rotundo.

Ecco i nomi degli indagati:

Attilio Monosi, di Lecce; Luca Pasqualini, di Lecce; Pasquale Gorgoni, di Cutrofiano; Antonio Torricelli, di Lecce; Giuseppe Naccarelli, di Lecce; Paolo Rollo, di Lecce; Giovanni Puce, di Maglie; Piera Perulli, di Lecce; Sergio De Salvatore, di Lecce; Damiano D’Autiia, di Casarano; Vincenzo Specchia, di Galatina; Monia Gaetani, di Lecce; Monica Durante, di Lecce; Diego Monaco, di Lecce; Vanessa Tornese, di Lecce; Rosario D’Elia, di Lecce; Serena Cervelli, di Lecce; Douglas Durante, di Lecce; Antonio Briganti, di Lecce; Luisa Martina, di Lecce; Barbara Cazzella, di Lecce; Raffaele Liccardi, di Lizzanello; Francesca Sansò, di Lecce; Ilaria Decimo, di Lecce; Laura Panzera, di Lecce; Nunzia Brandi, di Lecce; Andrea Mello, di Lecce; Vincenzo Raho, di Lecce; Luisa Fracasso, di Galatina; Giovanni Bene, di Lecce; Guido Raffaele, di Lecce; Nicola Pinto, di Lecce; Angelica Camassa, di Lecce; Cristian Elia, di Lecce; Gessyca Palazzo, di Lecce; Giuseppe Nicoletti, di Lecce; Umberto Nicoletti, di Lecce; Andrea Santoro, di Lecce; Salvatore Rizzo, di Lecce; Roberta Murra, di Lecce; Amedeo Scialpi, di Manduria; Fabio Freuli, di Lecce; Stefano Armenta, di Lecce; Piergiovanni Miggiano, di Minervino; Sergio Marti, di Melendugno; Nicolina Pulimeno, di Corigliano d’Otranto.