Assalto armato nell’ufficio postale di Morciano di Leuca, banditi in fuga

La rapina questa mattina alle 9.30. Banditi armati di fucile.

7

Tutto è durato pochi interminabili minuti, secondo il più classico dei copioni. In due, di cui uno armato con un fucile a canne mozze, hanno fatto irruzione nell’ufficio postale di Morciano di Leuca, in via Giuseppe Verdi e, minacciando il personale con l’arma, si sono fatti consegnare il denaro contenuto nelle casse. Un bottino che secondo la banda doveva essere sostanzioso, visto che si tratta di un sabato e del primo giorno del mese, ma che in realtà si aggira intorno ai mille euro.

Poi, arraffato il denaro, sono fuggiti a bordo di un’autovettura, una Renault Capture, alla cui guida c’era ad attenderli il terzo complice. I rapinatori sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Sul posto, pochi minuti dopo, sono giunti i carabinieri della stazione di Salve e del Norm della compagnia di Tricase, che hanno subito fatto scattare le procedure previste. Nella zona sono stati creati posti blocco e tipo e targa dell’auto, risultata rubata, sono stati diramati a tutte le pattuglie sulle tracce dei banditi. Per fortuna nessuno dei presenti, né del personale e né dei clienti, ha subito conseguenze. Per loro solo tanta paura.

I militari hanno provveduto ad acquisire le immagini dei sistemi di video-sorveglianza interno ed esterno, per ricavare elementi utili alle indagini e a risalire all’identità dei malviventi. Entrambi i rapinatori avevano il volto travisato, e uno dei due indossava una tuta molto appariscente. Abiti di cui, con ogni probabilità, si sono già disfatti, così come dell’auto, che potrebbe essere stata abbandonata nelle campagne che circondano la zona.

A distanza di cinque anni, era il 3 maggio del 2011, i rapinatori sono tornati in azione a Morciano. Anche in quel caso ad agire furono in tre, nella vecchia sede di via De Gasperi. I presunti autori di quel colpo, membri di una banda specializzata nelle rapine, sono stati arrestati dai carabinieri nel corso dell’operazione denominata “stop and go”, a maggio del 2016.