Alunno bocciato per troppe assenze, il Tar condanna la scuola: “Giudizio troppo severo”

Una situazione familiare difficile e una pagella con buon voti: secondo i giudici lo studente di una scuola media di Gallipoli non meritava la bocciatura

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– Bocciato perché ha collezionato troppe assenze ma per il Tar la scuola è stata troppo severa e il ragazzino deve essere risarcito.

La vicenda ha avuto inizio alla fine dell’anno scolastico passato quando la famiglia di un alunno che frequentava una scuola media di Gallipoli si è vista recapitare il documento di valutazione a firma del dirigente scolastico con cui si comunicava che lo studente non poteva assere ammesso alla frequenza per l’anno successivo. La scelta è stata dettata dall’eccessivo numero di assenze: l’alunno, si legge nel documento, “ha frequentato per 685 ore, pertanto il numero complessivo delle ore di frequenza è inferiore ai tre quarti del monte orario curriculare previsto dagli ordinamenti. Si precisa che il totale delle ore di assenza risulta essere 335. Non esiste documentazione che consenta di applicare le deroghe”.

I genitori, difesi dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto, hanno impugnato la decisione della scuola sottolineando di non aver mai ricevuto comunicazione che l’alunno aveva superato il limite delle assenze e che, comunque, il figlio aveva effettuato prove scritte ed orali in tutte le materie. Non solo, nel ricorso si cita una nota del 7 giugno inviata al dirigente scolastico dal preside di una scuola leccese dove il ragazzino ha frequentato i primi mesi dell’anno scolastico nella quale è stato evidenziato che “le peculiari condizioni della decomposta struttura familiare dell’alunno, note a questa scuola, sono state indicate come oggettive ragioni di molte delle assenze dello studente”.

Ciò che ha maggiormente pesato sulla sentenza del Tar che ha bacchettato la scuola gallipolina è il fatto che lo studente, nonostante le assenze, avesse buon voti in pagella e ciò avrebbe giustificato una deroga.

In questo il Tar Lecce si richiama ad una recente sentenza del Tar di Ancona: “La presenza scolastica va valutata quale mero presupposto per un proficuo apprendimento dell’alunno ma se egli, sebbene riporti numerose assenze, non evidenzi tuttavia problemi sul piano del profitto, tale presupposto non va interpretato con eccessiva severità, dal momento che una bocciatura motivata solo dal numero delle assenze potrebbe ingiustificatamente compromettere lo sviluppo personale ed educativo di colui che, dal punto di vista dell’apprendimento e dei risultati conseguiti rispetto agli insegnamenti impartiti, sarebbe stato altrimenti idoneo al passaggio alla classe successiva; ed infatti, far ripetere l’anno scolastico ad un alunno nonostante abbia riportato tutti voti sufficienti, costituisce misura che può gravemente nuocere al suo percorso formativo e di vita, in quanto lo costringe a ripetere insegnamenti già acquisiti ed a perdere l’opportunità di apprendere, nella classe superiore, nuove conoscenze, comportando, in ogni caso, un ritardo nel suo corso di studi”.

“In presenza di tali elementi” – concludono i giudici leccesi – l’ipotesi di una bocciatura andava valutata con particolare attenzione e avrebbe necessitato di una motivazione rafforzata, anche alla luce delle possibili azioni che la scuola avrebbe potuto porre in essere nel caso specifico oltre a quelle consuete (ad esempio mediante comunicazioni alla famiglia o la convocazione dei genitori al fine di rendere noti i rischi di una non ammissione), nell’ambito di un rapporto improntato a reciproca e fattiva collaborazione”. La scuola è stata condannata a risarcire le spese processuali in favore della famiglia per un valore di 2.500 euro.